Sassari, anche l’Aspal lascia Latte Dolce: «Ci stanno togliendo tutti i servizi» – La protesta
Trasloca il centro per l’impiego: dal 26 sarà operativo a San Giovanni
Sassari Prosegue lo stillicidio, ancora un altro servizio pubblico lascia Latte Dolce, uno dei quartieri più popolosi della città. Dopo il centro analisi, il Punto città e le filiali bancarie, ora tocca al Centro per l’impiego.
Il vecchio ufficio di collocamento lascia il complesso di via Bottego, ormai quasi del tutto abbandonato, e si sposta fuori città, destinazione via Lorenzo Auzzas, fra San Giovanni e Li Punti. Da uno dei quartieri con la situazione socio-economica più delicata della città, dove la disoccupazione è una vicenda seria che rende un incubo la vita di molti residenti, alle campagne di San Giovanni. Un trasloco che comporterà per tutta la prossima settimana la chiusura degli uffici e lo svolgimento delle attività solo da remoto, mentre da lunedì 26 ottobre, stando a quel che si legge sul sito di Aspal, le attività riprenderanno normalmente nella nuova sede, a due passi dal Centro di Restauro del Ministero dei Beni culturali.
La protesta
«Se continuano a sottrarci servizi pubblici, i nostri quartieri diventeranno dei dormitori» attacca Danilo Farina, presidente del nuovo comitato di quartiere di Latte Dolce e Santa Maria di Pisa. «Ormai, l’unica cosa che ci è rimasta sono le Poste di via Chiarini, anche se lo sportello Atm ogni tanto ha qualche problema» ricorda Farina. Il complesso di via Bottego in effetti è uno dei simboli dell’abbandono nel quartiere popoloso e popolare alle porte di Sassari: un tempo sede del Serd e di molti altri servizi oggi è in gran parte vuoto, con una parte che è stata chiusa per problemi e periodici tentativi di occupazione. «È un peccato che una struttura così sia quasi del tutto inutilizzata, la nostra proposta è quella di riaprire il punto città e trasferirlo lì, insieme a un posto fisso della polizia municipale».
Lo stabile
Per il fabbricato di via Bottego, che copre una superficie di quasi 3mila metri quadri, c’è da tempo un progetto di riqualificazione che punta a trasformarlo in una casa per le associazioni. Un intervento del valore di 2,6 milioni di euro, che ha mosso i primi passi nel 2018 ma che si è poi arenato nel 2023 per l’aumento dei costi legato all’inflazione. A gennaio del 2025 l’annuncio che, grazie alle economie ricavate dagli altri progetti del piano da 16 milioni per le periferie, sarebbe stato possibile completare la progettazione e avviare e terminare i lavori. Al momento, non si registrano ulteriori novità. L’opera andrà completata entro il 31 dicembre del 2027.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
