Usa: "Distrutte 10 petroliere iraniane nell'ultima settimana". Teheran lancia bombe a grappolo in Giordania
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Roma, 9 set. (Adnkronos) - Il comando statunitense Centcom ha comunicato di avere distrutto cinque petroliere iraniane l'8 settembre "dopo che il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) aveva preso di mira una nave da guerra della Marina statunitense con missili balistici in due occasioni negli ultimi due giorni". Nella nota si legge inoltre: "La nave da guerra statunitense ha evitato con successo i tentativi di attacco iraniani e ha proseguito il pattugliamento delle acque della regione. Nessun membro del personale americano è rimasto ferito". Centcom aggiunge inoltre che "nessuna nave da guerra della Marina statunitense è stata colpita, tutti i tentativi di attacco dei Pasdaran sono falliti". I Guardiani della rivoluzione iraniana avevano dichiarato di aver colpito due cacciatorpediniere della Marina degli Stati Uniti operanti in Medio Oriente. "Questa affermazione è completamente falsa", sottolinea il Centcom. Le forze armate Usa, invece, sottolinea, "hanno distrutto con successo 10 petroliere iraniane soltanto nell'ultima settimana. Queste imbarcazioni facevano parte di una rete clandestina multimiliardaria utilizzata per finanziare i Guardiani della rivoluzione, e l'Iran non è in grado di difenderle". "In risposta ai più recenti attacchi falliti dell'Iran, il Centcom - si leggeva nella nota - ha distrutto le petroliere dell'IRGC M/T Kaviz, M/T Charminar, M/T Horizon 1 e M/T Riesco nel Golfo di Oman, nonché la M/T Derya nei pressi dell'isola di Kharg. Le forze americane hanno ordinato agli equipaggi di abbandonare le navi prima che queste venissero colpite e rese inservibili. L'Iran ha utilizzato queste petroliere nell'ambito di una rete occulta multimiliardaria che finanzia l'IRGC e i suoi gruppi affiliati nella regione. L'Iran non dispone di mezzi per difendere tali imbarcazioni. Il 5 settembre, le forze del Centcom avevano già distrutto tre petroliere iraniane dopo che l'IRGC aveva tentato di attaccare una portaerei e un cacciatorpediniere lanciamissili statunitensi. Tutti i tentativi dell'IRGC contro le navi da guerra della Marina statunitense sono falliti". Il segretario di Stato Marco Rubio ha avvertito che gli Stati Uniti continueranno a prendere di mira le petroliere iraniane in risposta ai continui attacchi contro le navi da guerra americane. "L’Iran continua a cercare di colpire le navi da guerra statunitensi" ha dichiarato Rubio ai giornalisti in Colombia. "E ogni volta che lo faranno o tenteranno di farlo, perderanno delle petroliere". "E penso che lo vedrete di nuovo oggi", ha poi aggiunto, riferendosi proprio agli attacchi statunitensi contro le 5 cinque petroliere iraniane. Il ministero degli Esteri iraniano ha condannato gli attacchi Usa contro le petroliere iraniane, definendoli una "minaccia" per la sicurezza regionale. "Le azioni aggressive degli Stati Uniti contro le navi commerciali iraniane non fanno che aumentare i rischi legati alle tensioni nella regione, ma costituiscono anche una minaccia evidente per la pace e la sicurezza regionali e internazionali", ha sottolineato il ministero in un comunicato. Il ministero ha inoltre affermato che le forze iraniane hanno colpito installazioni militari statunitensi nella regione in "legittima difesa". L’Iran dal canto suo ha lanciato missili balistici contro obiettivi statunitensi in Giordania", ha riferito Fox News durante il programma 'Special Report', citando un funzionario statunitense. "Possiamo confermare che l’Iran ha lanciato missili balistici, incluse munizioni a grappolo, contro obiettivi Usa in Giordania. La situazione è dinamica", ha dichiarato il funzionario. Le Forze armate giordane, ha riferito sempre Fox News, hanno dichiarato martedì che i sistemi di difesa aerea del Paese hanno intercettato 20 missili balistici lanciati verso il territorio giordano. Secondo quanto riferito dai media statali giordani, "18 missili sono stati intercettati e distrutti, mentre altri due sono caduti in aree prive di persone". Oggi il petrolio Brent, benchmark internazionale, ha superato la soglia dei 100 dollari al barile per la prima volta dalla fine di luglio, alimentando le preoccupazioni per l'elevata inflazione. Il balzo dei contratti future sul greggio – con il Brent del Mare del Nord in rialzo del 2,8% a 100,65 dollari al barile – ha pesato sui mercati azionari, mentre gli investitori guardano con attenzione ai rialzi dei tassi di interesse da parte delle principali banche centrali, impegnate a contenere i prezzi al consumo. Il principale contratto petrolifero statunitense, il West Texas Intermediate (Wti), è salito oltre i 95 dollari al barile. Nel frattempo, il prezzo medio del diesel negli Stati Uniti ha raggiunto il record di 5,94 dollari al gallone, aumentando la pressione interna sul presidente Donald Trump in vista delle elezioni di metà mandato di novembre.
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