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Rotondo ha firmato:una nuova vita alla Silver

Mario Carta

Dopo 16 anni di Legadue a Sassari l'asso ha scelto di giocare in B d'Eccellenza 

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SASSARI. Si è fermato sulla riva, neanche questa volta attraverserà il mare. Emanuele Rotondo ha deciso: dopo 16 anni di Dinamo Sassari e di A2 si trasferisce nel palasport più vicino e secondo per categoria dell'isola, quello della Silver Porto Torres, in B1. In una squadra sardissima, che trova un amico e un tesoro cestistico. «Una scelta ponderata, sicura - spiega l'asso sassarese a firma avvenuta -. Ho valutato bene tutte le possibilità ma a questo punto, alla mia età, il Tirreno l'avrei dovuto attraversare per restarci più di una stagione, e anche se ho intenzione di giocare a lungo e ad alti livelli, devo pensare al mio futuro al di fuori del campo di gioco. Anche il mio futuro è importante, ed è nella mia isola».

L'accordo fra la Silver e Rotondo è pluriennale, e in casa biancoverde, dal presidente Gianluigi Falchi al general manager Pietro Carlini al coach Antonello Restivo non negano la soddifazione per la positiva conclusione della trattativa, avviata da tempo.
Soddisfatto anche Emanuele Rotondo, che ieri ha trascorso una giornata a Stintino... nel pallone da basket, per il torneo di 3 contro 3.

"Per me è una situazione nuova - dice ancora Emanuele - e questo mi stimola molto e mi dà grosse responsabilità. La trattativa è stata lunga, ma c'è stata piena sintonia, non è un caso che con il presidente Gianluigi Falchi e con il gm Pietro Carlini mi trovi benissimo da vent'anni. Mi è piaciuto molto il progetto e credo che si possa fare qualcosa di importante".
Emanuele la B1 la conosce, e ha ottenuto una promozione. "Ci ho giocato 3 anni - racconta - e ricordo le difficoltà e ciò che si deve fare per abituarsi a questa realtà da battaglia arrivando dalla Legadue. La B1 è molto più dura ma ho voglia di giocare sempre meglio e di fare qualcosa di importante con la squadra, per questa società".

Porto Torres, ancora la Sardegna. E le richieste dal Continente? «Mi hanno fatto piacere, dico la verità - risponde Rotondo -. Mi sono reso conto di avere ancora qualche estimatore e visto che non ho un procuratore i contatti sono stati diretti. Non nego che questo interesse mi abbia fatto piacere, ma poi ho deciso in base alle mie idee e alle mie esigenze».

La storica maglia con il 12 non la indosserà più: quale numero ha scelto per la sua realissima second life nella Silver? «La verità, ancora non ho deciso. Voglio vedere i numeri dei compagni, due o tre idee ce le ho. Ma ripeto che di sicuro non sarà il numero 12, non mi va di intaccare il passato».
Il capitano - come non continuare a chiamarlo così, dopo 16 anni di Dinamo -, ha ancora molti estimatori: per andare a vederlo dovranno fare pochi chilometri: «Sassari è vicina - conclude Rotondo con un canestro da 3 verbale -, sarei felice se qualche amico avesse il piacere di venire a vedermi giocare a Porto Torres: si accorgerà che sono sempre Emanuele».

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