Devecchi, agente in missione
Roberto Sanna
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Giacomo Devecchi, cinque stagioni con la Dinamo L'ala della Dinamo: «Mi sento sempre il Ministro della Difesa»
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SASSARI. Se anche il Ministro della Difesa va in doppia cifra la Dinamo si esalta. Sabato scorso Jack Devecchi, mandato sulle tracce di Drake Diener, non solo ha tenuto a 9 punti il bomber del Teramo ma addirittura lo ha superato mettendo a referto il suo record in Serie A. «È stata una bella soddisfazione segnare 10 punti - commenta -, ma voglio anche sottolineare che a me questo soprannome piace troppo e me lo tengo. È bello fare canestro, però a me dà molta più soddisfazione una palla rubata, una bella difesa, avere l'incarico di fermare qualche grande attaccante e riuscirsi». - Qual è stato quest'anno l'avversario più difficile da fermare? «Difficile fare un nome, salendo di categoria ho trovato gente molto più dotata tecnicamente e atleticamente, giocatori mostruosi. Se proprio devo dire chi mi ha più impressionato, è stato un giocatore contro il quale avevo già giocato in Legadue: Omar Thomas. Non credevo che sarebbe riuscito a fare questi numeri anche in Serie A, sta disputando una grandissima stagione, complimenti». - Ha raccontato a suo cugino Danilo Gallinari della grande partita giocata sabato? «Sì, mi ha chiamato domenica. Devo comunque deludervi su questo fronte: con Danilo abbiamo un rapporto strettissimo che va al di là del basket, giusto ci diciamo i rispettivi tabellini poi parliamo d'altro, siamo cresciuti insieme e per me è come un amico». - Quello che per lei è nella Dinamo Vanuzzo... «Manuel è quasi un fratello. Un fratello brizzolato... Ci siamo conosciuti nove anni fa quando entrambi giocavamo a Milano e abbiamo subito legato, questi cinque anni a Sassari hanno cementato l'amicizia e siamo praticamente inseparabili». - Parlando di Dinamo, finalmente potete tirare il fiato. «Queste ultime due vittorie ci hanno dato molta tranquillità, anche se resta sempre il rimpianto per qualche sconfitta che potevamo evitare. Finalmente ci stiamo allenando bene e i risultati si vedono sul campo, siamo più sciolti e facciamo il gioco di Meo. Questa settimana di stop ci consente di rifiatare, abbiamo anche qualcuno acciaccato come Pinton e Tsaldaris e dobbiamo essere al meglio in vista di un girone di ritorno che sarà cruciale». - In un mese e mezzo siete passati dalla zona retrocessione al confine di quella dei playoff. «Per adesso ci interessa soprattutto aver messo una certa distanza tra noi e gli ultimi due posti, noi andiamo avanti a testa bassa e alla fine della stagione vedremo. I playoff, per noi, sono un sogno o un miraggio».
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