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Torres, il campionato comincia adesso

Torres, il campionato comincia adesso

Momento delicatissimo per i rossoblù che devono staccare la spina e provare a ripartire pensando solo ai playoff

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SASSARI. Dimenticare Mantova. Anzi dimenticare Mantova, Rimini, Bassano e Monza. Nelle ultime quattro partite la Torres ha raccolto la miseria di un punto (ed è meglio stendere un velo sul come ci è riuscita). In quattro turni i rossoblù hanno dilapidato il piccolo patrimonio (anche di credibilità) che erano riusciti a costruire nei primi tre mesi del 2014. Dall’ottavo posto sono precipitati al dodicesimo e adesso saranno costretti a passare per le forche caudine dei playoff. Un altro mese di sofferenza che regalerà un sorriso a una sola delle quattro squadre approdate agli spareggi. Le altre precipiteranno nell’inferno della D, lontano dai riflettori del calcio professionistico e dai ricchi contributi garantiti dai diritti televisivi. Riuscirà la Torres a ritornare la squadra bella e vincente dei mesi scorsi? Vediamo quali sono i punti di forza e le debolezze dei ragazzi di Cari.

Le condizioni della squadra. La partita di domenica con il Mantova ha confermato che i rossoblù sono in riserva di benzina. La spia sia era già accesa nella gara vinta, in casa, con la Pergolettese. Allora i tre punti avevano fatto passare in secondo piano i primi schicchiolii e Cari si era quasi indispettito per i giudizi non proprio benevoli dei tifosi nei suoi confronti. Da allora la formazione rossoblù non ha più vinto. In successione sono arrivate le sconfitte di Monza, quella interna con il Bassano e il karakiri sul campo del Rimini. Tre ko pesantissimi con la squadra sempre più spenta, quasi sorpresa di fronte alla superiorità degli avversari.

Il pasticcio. In questa situazione si è arrivati alla sfida di domenica col Mantova. Classifica alla mano a entrambe le squadre sarebbe bastato un punto per avere la certezza della promozione diretta (il Mantova) e di un posto nei playoff (la Torres). In realtà sia i lombardi che i sassaresi avrebbero ottenuto lo stesso risultato anche in caso di sconfitta. Il pubblico del Vanni Sanna (numeroso e caldo come sempre) si aspettava una prova di orgoglio da parte dei rossoblù che invece, ancora una volta, sono scesi in campo molli e deconcentrati. La curva ha urlato il suo disappunto ma i fischi non hanno cambiato l’atteggiamento dei giocatori. Difficile provare che il pareggio sia stato deciso a tavolino ma, di fatto, la partita è durata meno di 20 minuti e gli unici brividi sono arrivati grazie a un errore del portiere ospite (che ha regalato un gol a Bonvissuto) e al pareggio dei biancorossi.

Il futuro. Adesso la Torres sarà costretta a giocarsi la promozione in serie C nella doppia sfida con il Forlì e, in caso di successo, nella finale con la vincente tra Cuneo e Porto Tolle. Il compito non è facile anche perchè il rapporto tra la squadra e la tifoseria è deteriorato (e la colpa non può essere data ai tifosi), perchè la società sembra aver perso il controllo della situazione (sarà un caso ma il crollo della Torres coincide con l’uscita di scesa di Antonio Martino), e perchè anche il mister sembra incapace di gestire con lucidità una fase così delicata. Gli ingredienti per essere pessimisti ci sono tutti però attenzione: arrendersi senza combattere sarebbe un delitto perfino più grave del «pasticciaccio» di domenica. E allora non resta che rimboccarsi le mani, resettando gli ultimi due mesi e mettendo da parte paure e incomprensioni. Il campionato comincia a metà maggio e la Torres ha l’obbligo morale di provare a vincerlo. (a.l.)

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