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L’Hermaea a caccia della grande impresa per la scalata alla A2

L’Hermaea a caccia della grande impresa per la scalata alla A2

Oggi (20,30) le olbiesi giocano gara 2 dei playoff a Caserta In caso di successo la bella si disputerà sabato a Olbia

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OLBIA. Un’impresa. Serve questo, all’Hermaea. Un’altra impresa, dopo la stagione da incorniciare. Solo così, battendo stasera Caserta nella tana avversaria (ore 20,30), potrà continuare a coltivare il sogno della A2. La vittoria delle olbiesi rimetterebbe tutto in parità, dopo il 2-3 patito al Geopalace sabato scorso, e offrirebbe loro la possibilità di giocare gara 3 (decisiva) sul proprio parquet.

È un’impresa di cui l’Hermaea, quella vera, quella capace di scardinare i pronostici, è capace. Dovrà giocare meglio, rispetto a gara 1: meglio nei muri, meglio nelle schiacchiate. E dovrà farlo in un clima che si annuncia caldo: le casertane, per dire, anche a Olbia contestavano praticamente ogni decisione arbitrale, figuriamoci se non lo faranno con il sostegno del proprio pubblico...

È una variabile, quella degli ultrà casertani, della quale l’Hermaea dovrà tenere conto, ma fino a un certo punto: sarà fondamentale non farsi condizionare dai fattori esterni.

Quella di Caserta è una buona squadra, ma non superiore a quella olbiese. I campani hanno ammesso che quella a Olbia è stata la loro migliore partita stagionale. Saranno in grado di ripetersi? Sabato scorso hanno fatto la differenza alcune giocatrici: Fiore ha messo a segno 25 punti, Speranza e Kostadinova 23, Babbi 17. Sembrano loro le avversarie più temibili: murarle sarà una delle chiavi del possibile successo. L’Hermaea ha risposto con Panucci (19 punti), Camarda (18), Cecchi (16), Formisano (11).

Mister Secchi si aspetta molto da tutte, ovviamente, ma dalla Camarda qualcosina in più. Ha fatto bene, in gara 1, ma può fare di più. Sperando che Degortes ripeta la buona prestazione, che poi è stato il coronamento, per il libero olbiese, di una stagione sempre ad alti livelli.

Naturalmente, conterà molto la squadra. Quella che per il coach ha fatto la differenza: l’unità, i grandi valori umani. Il segreto, per lui, a parte le informazioni sulle avversarie in tempo reale grazie a uno speciale software in grado di “leggere” la partita, è stato proprio questo: aver costruito una squdra capace di superare le difficolà, di rovesciare le posizioni, di stupire.

Un’alchimia che ha portato l’Hermaea (ribattezzata Angeli del Fango dopo l’alluvione) ad arrivare dove mai prima nessuno era arrivato: i playoff per la serie A2. Una bella favola. Che, comunque vada a finire, andrà sempre raccontata e da cui si potrà ripartire.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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