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Americani o Fluorsid? Sono ore decisive

di Roberto Muretto
Americani o Fluorsid? Sono ore decisive

Cellino non ha ancora deciso se e a chi vendere il Cagliari. Oggi o domani l’incontro con gli investitori a stelle e strisce

26 maggio 2014
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CAGLIARI. Che la Fluorsid non fosse completamente fuori dai giochi, già si sapeva. E le parole di Massimo Moratti, vicinissimo alla famiglia di Tommaso Giulini, rappresentante della società leader nella lavorazione del fluoro, confermano che la trattativa, nonostante il primo tentativo andato a vuoto (troppa la differenza tra offerta, 30 milioni di euro, e richiesta, 50 milioni) non è morta. E c’è di più. Potrebbe esserci proprio l’ex presidente dell’Inter dietro la Fluorsid. Giulini è stato nel consiglio di amministrazione del club nerazzurro e se dovesse battere la concorrenza del gruppo Usa, potrebbe avvalersi dell’esperienza di Massimo Moratti.

Dagli States. Oggi o domani, però, entrerà in gioco il fondo americano. Dopo aver ricevuto la relazione dei commercialisti, che ha confermato l’ottimo stato di salute del Cagliari Calcio, gli investitori incontreranno a Miami Massimo Cellino. tornato a casa dopo aver trascorso un paio di settimane in Inghilterra per lavorare, insieme a Benny carbone, sulla riorganizzazione del Leeds United. L’avvocato Accardi, che cura gli interessi del patron rossoblù, è partito ieri a conferma che il summit ci sarà, smentendo così le voci che lo davano per saltato. Sarà il primo faccia a faccia tra le parti e in questa occasione verrà formalizzata ufficialmente l’offerta, già fatta recapitare nei giorni scorsi sul tavolo del legale dell’imprenditore sardo.

I numeri. Gli americani sono pronti a mettere sul tavolo una cifra che oscilla tra 70-80 milioni di euro. Vogliono acquistare tutto l’asset societario. Oltre al club, il Centro sportivo di Assemini, i terreni di Elmas e la sede di Viale La Playa. A questo si deve aggiungere il corposo investimento (si parla di oltre cento milioni) per rifare lo stadio Sant’Elia. Ma questo è un discorso che non riguarda Cellino ma il Comune di Cagliari. La proposta del “fondo” è abbastanza articolata, Massimo Cellino non prenderà una decisione in tempi strettissimi, vuole riflettere bene.

Dubbi. Il primo problema che il patron si è posto, è capire la credibilità dei possibili compratori. Durante le fasi di approccio, Massimo Cellino si era convinto che quello degli americani fosse un bluff. Strada facendo ha cambiato idea ed ha dichiarato: «Ho capito che fanno sul serio». Parole che di fatto hanno dato il via a una trattativa che adesso è decollata, anche se sull’esito è meglio non sbilanciarsi, perchè quando c’è di messo il patron rossoblù tutto può cambiare nel giro di qualche ora.

L’intermediario. «La palla è nelle mani degli investitori, io il mio lavoro l’ho fatto. In questo momento spetta a loro ogni decisione. Posso solo confermare Che l’incontro ci sarà». Così ieri Luca Silvestrone, il manager che cura gli interessi del fondo americano in Italia. «Stiamo lavorando giorno e notte con passione - ha aggiunto Silvestrone -e abbiamo le idee chiare su quello che dobbiamo fare. Aspettiamo fiduciosi le decisioni del presidente del Cagliari, al quale faccio i complimenti per come ha saputo gestire la società in questi anni».

La margherita. Sono giorni che Cellino la sfoglia. Vendo o no? E’ questa la domanda che si fa in continuazione. Lasciare dopo 22 anni gli dispiace e un dietrofront, nonostante gli impegni col Leeds, non è da scartare a priori.

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