«Milano è forte, non aveva proprio bisogno di aiutini»
Meo Sacchetti a fine gara è furibondo e questa volta se la prende un po’ con tutti: «È stata la fotocopia del match di martedì, non riuscivamo a fare canestro e non so perchè»
SASSARI. Forse gli arbitri ci hanno messo del loro con qualche decisione discutibile, ma la Dinamo ha tirato con percentuali troppo basse per sperare di far pendere dalla propria parte l'ago della bilancia. Meo Sacchetti sa che adesso è tutto più complicato. Servirebbe un miracolo per riaprire una serie che sembra chiusa. La squadra di Banchi, sabato al Forum di Assago, ha la possibilità di mettere una pietra tombale sulla semifinale scudetto. Il coach della squadra isolana è deluso, ma come al solito arriva in sala stampa quando la partita è finita da pochissimi minuti e forse non ha ancora scaricato tutta l’adrenalina accumulata durante il match.
«Milano è una grande squadra, sono bravi, forti e non hanno bisogno di aiutini che in questa gara hanno avuto. Non sono uno che si lamenta, oggi ho visto delle cose non belle che mi hanno lasciato perplesso. L'ultima palla, quella che poi hanno dato a noi, è stata la dimostrazione che un arbitro ha corretto la decisione del suo collega. Ho detto tutto e non aggiungo altro perché non voglio esagerare. E passare per quello che si attacca a certe cose. Chi mi conosce bene sa che non è così».
Sacchetti analizza la gara in modo lucido. «E' stata la fotocopia della partita di martedì. Non siamo riusciti a fare canestro e non so a che cosa attribuire le scarse percentuali. Nervosismo? Forse, ma nonostante tutto siamo rimasti a lungo attaccati agli avversari e lo abbiamo fatto, soprattutto nella seconda parte, con una grande difesa. Ci sarebbero tante cose da dire, ma non ho voglia di aggiungere altro perché non ho intenzione di rovinare la loro festa e meglio se tengo la lingua a posto».
A Milano ci vuole un'impresa. «Voglio rivedere la partita. Adesso andiamo a riposarci e non ci pensiamo più, anche perchè non serve a nulla. La sconfitta resta. Ma una cosa la voglio dire altrimenti mi resta in gola. Sull'ultima palla lo stesso Gentile mi ha detto che è stato lui a toccarla per ultimo. Gli credo, ma c'è stato bisogno di rivedere le immagini in televisione per prendere una decisione. E se ricordo bene in quella occasione uno degli arbitri era a due passi dall’azione Questo è stato l'episodio emblematico che fotografa molto bene come sono andate le cose».
Adesso è durissima ma Sacchetti non ha proprio voglia di aggiungere altro. «So riconoscere quando gli avversari meritano di vincere. L'ho sempre fatto, però oggi non posso dire di essere contento di come sono andate le cose. Lo ripeto, Milano è fortissima, è una squadra attrezzata per vincere lo scudetto. Credo che ci riuscirà, anche se noi proveremo a rendergli la vita difficile in gara cinque». Meo va via a testa bassa, si ferma solo per un'intervista in tv volante ma ne avrebbe fatto volentieri a meno. E' furibondo e trattiene la rabbia a stento. Così non lo avevamo mai visto e il saluto col suo collega Banchi che in crocia quando sta per lasciare la zona interviste è molto freddo. Sarà una notte tormentata per il coach della Dinamo, che deve capire il perchè la sua squadra ha perso smalto dopo la vittoria al Forum.
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