Meo Sacchetti è un fiume in piena «Non volevamo morire così»
INVIATO A MILAN O. Sarebbe potuto essere già in vacanza, invece entra in sala stampa da vincitore e scopre che l’aria di smobilitazione è qui al Forum. A Meo Sacchetti l'Armani non fa trovare neppure...
INVIATO A MILAN O. Sarebbe potuto essere già in vacanza, invece entra in sala stampa da vincitore e scopre che l’aria di smobilitazione è qui al Forum. A Meo Sacchetti l'Armani non fa trovare neppure una bottiglietta d'acqua. «Abbiamo riportato la serie a Sassari – dice l'allenatore della Dinamo –, sapevo di avere giocatori con un grande orgoglio, ero sicuro che avrei avuto da parte loro l'atteggiamento giusto, come nelle due gare in casa. Nell’ultimo quarto sono arrivati anche i canestri da 3, che nelle altre due gare non abbiamo avuto. Ovviamente questo è stato un fattore decisiva, perché anche Travis si è messo a fare canestro, ma ci sono state tante situazioni importanti».
Il coach sassarese ha scelto di far partire Devecchi in quintetto. Una scelta azzeccatissima. «Non è una scelta casuale – sottolinea Sacchetti –: con Jack ho pescato il miglior difensore che ho, ho scelto di raddoppiare su Gentile e Langford e far tirare gli altri. Jack è stato eccezionale in difesa ma ha dato molto anche in attacco. Sono contento per lui e soprattutto per me. Abbiamo sbagliato qualche rotazione e siamo stati puniti da Moss e Melli: a Milano qualcosa la devi concedere. Ma non volevamo aspettare di morire per mano dei giocatori che ci avevano creato difficoltà, volevamo morire in un’altra maniera».
In ogni caso i biancoblù non si arrendono mai. «La Dinamo è una squadra che ha giocato queste 5 partite con tutto quello che aveva, per due gare non abbiamo fatto canestro ma non abbiamo mai mollato. Siamo ancora 3-2 ed è tutta da giocare. I ragazzi hanno dimostrato di avere quello che un allenatore vuole da loro, al di fuori del risultato».
Come si fa a preparare un match in un periodo in cui i tiratori non fanno mai canestro? «Travis nell’ultima partita aveva fatto 0/7 e così ti viene lo scoramento. È logico che per i giocatori abituati a fare canestro diventa difficile. Quando lui è riuscito a mettere dentro il suo primo canestro le cose sono cambiate. Ma negli ultimi tre campionati non avevo mai avuto un Travis così in attacco. Ma neppure in difesa, perché è stato eccezionale».
Questa vittoria può cambiare il trend della serie? «Abbiamo dimostrato di poter difendere molto meglio di come abbiamo fatto in regular season – ricorda Meo –. Dobbiamo avere fiducia, non possiamo rifiutare i nostri tiri aperti, giochiamo per quello. Ci sono periodi sì e periodi no, ma di certo abbiamo aumentato la nostra intensità. Ora torniamo a casa dal nostro pubblico, voglio vedere anch’io questa gara, sono curioso. Forse c’è uno spirito diverso da quello che avevamo dopo gara2. Dobbiamo giocare ancora leggeri e intensi».
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