Zeman? La “cantera” rossoblù sogna
Il Cagliari di Giulini sembra pronto a scommettere sui giocatori fatti in casa
CAGLIARI. Un Cagliari che non si accontenta, identitario, capace di attecchire sul territorio, sostenuto dalla tifoseria. Nel menù di Tommaso Giulini albergano questi concetti. Il re del fluoro ragiona su queste e altre frequenze. Giovane, ambizioso, con il cuore che sa di Sardegna. Ovvero, generosità e dedizione nell’andare a caccia dei risultati. Scienza e passione, ragione e carnet in mano. Sì, ha promesso anche investimenti. Importanti e oculati. Se ne saprà di più nella presentazione attesa a giorni.
Zeman e Delli Carri? Questione di ore per il sì di Zdenek Zeman. Il boemo deve sciogliere gli indugi. A Bologna, tra retrocessione, debiti e imprenditori che fanno un passo indietro, non se la passano bene. Se l’ex allenatore della Roma accetta un volo per Cagliari, avrebbe al seguito Emanuele Delli Carri. Un ds con cui ha lavorato dai tempi della promozione in A con il Pescara. Sì, la tana di Verratti, Insigne e Immobile. Fenomeni bonsai. Come Marco Sau.
Pattuglia sarda. Natali a Sorgono ma tonarese doc, classe ’87, forgiato da Zeman col tridente di famiglia, Sau vuole riaccendere la scintilla giusta sotto porta. Con la punta, un pool di “tacchetti” locali. Nati nella cantera rossoblù e approdati in A. Da Nicola Murru (Cagliari, ’94) a Dario Del Fabro (Alghero, ’95), ormai veterani. Più il portiere Werther Carboni (Sassari, ‘96), il jolly Andrea Demontis (Cagliari, ‘95), la punta Antonio Loi (Isili, ‘96). Fino a quanti sono stati aggregati e si sono allenati con la prima squadra. E magari hanno sfiorato o colto la convocazione: Marco Russu (Sassari, ’95), Nicola Scintu (Oristano, ’96), Nicolò Barella (Cagliari, ‘97), Alessandro Deiola (San Gavino, ’95), Alessandro Masia (Cagliari, ’95), Simone Solinas (Sassari, ’96), Mattia Muroni (Oristano, ’96) e Michele Suella (Iglesias, ’95). In pratica, la Primavera guidata da Vittorio Pusceddu. Il filo sardo si apre dal tecnico di Buggerru, si snoda per il dirigente del settore Gianfranco Matteoli (Ovodda), arriva al gioiellino Barella.
Geopolitica e investimenti. Con la carta geografica è difficile programmare la serie A. Ma l’idea del patron della Fluorsid group (ma Giulini ha già lasciato le cariche societarie) è nitida. La tifoseria isolana merita certezze. E rispetto. Una politica seria e solida, senza annunci fragorosi e con molti fatti. Uno stadio all’altezza, e quanto prima con i sedicimila spettatori accettati dalla Commissione di vigilanza. Il tutto gestito da uno staff competente, attento alle diverse sensibilità locali e al ruolo locomotiva del Cagliari. Settimo per numero di tifosi sparsi per l’Italia, il club merita progetti incisivi a breve e medio periodo. I due anni da zingari, senza stadio né tifosi, vanno cancellati, o almeno annacquati, con una partenza senza sbavature. Senza scordare che il passaporto sardo è nella tracollina di capitan Conti, icona rossoblù e all time per presenze dopo 16 anni in rossoblù. E anche in quelle di Francesco Pisano, papà di Selargius e mamma di Ussana, e di Andrea Cossu, casteddaiu della Fonsarda. Tutt’altro che un dettaglio.
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