«Voglio lo stadio pieno tutte le domeniche»

L’invito di Daniele Conti ai tifosi: «Devono stare tranquilli, stiamo lavorando per farli divertire»

CAGLIARI. Il capitano è tornato. Finito in infermeria lo scorso 24 luglio a Sappada per un problema al polpaccio, Daniele Conti mostra entusiasmo. E un filo di ironia: «Ho 35 anni, sono tanti. Ma continuo a voler entrare in campo per fare tre gol ogni partita. So che la realtà è dura, sarà il campo a dare le risposte». Sedici stagioni in rossoblù, veterano all time nella storia del club, Conti riparte da zero: «Sapete come sono fatto, alle parole preferisco i fatti. Stagioni passate, partite belle e vinte, i gol, non contano. Si ricomincia da capo tutti i campionati. Quest’anno è cambiato tutto: la proprietà, l’allenatore e per fortuna, anche la questione stadio si è risolta. Sono ottimista».

Il match con il Catania per il terzo turno di Coppa Italia, capita a pallino.

«Hanno allestito una squadra per risalire subito in A. Sarà dura ma dobbiamo pensare a imporre il nostro gioco senza badare a loro. Le mie condizioni? Mi alleno con la squadra da qualche giorno, ma la decisione per la partita di Coppa spetta al mister».

Conti, con Zeman com’è cambiato il suo ruolo?

«Devo fare le cose che ho sempre fatto. Mentre cambia la tattica e l’atteggiamento del collettivo. La squadra è giovane, ci sono tanti nuovi giocatori, bisogna abituarsi in fretta alle indicazioni del mister».

Il bilancio pre campionato spaventa i tifosi.

«Devono stare traquilli. Per il calcio di Zeman ci vuole pazienza. Abbiamo lavorato tantissimo con i carichi pesanti, ci vuole tempo per trovare i tempi e le risposte atletiche e tattiche giuste. Ci stiamo applicando per assimilare le indicazioni e stiamo dando tutti il massimo. Magari, già sabato si potranno vedere i risultati».

Sulle sconfitte con gli spagnoli, oltre alle gambe pesanti, hanno pesato anche le assenze delle vecchia guardia? «No, perché abbiamo perso anche con me, Rossettini, Dessena e Ibarbo in campo. Noi cerchiamo e lavoriamo per una risposta del collettivo. Il Cagliari non ha mai avuto un fenomeno che vince le partite da solo».

Tra i giovani chi l’ha colpita di più?

«Mi piacciono tutti. Crisetig, che ha fatto molto bene a Crotone, Donsah e Longo hanno grandi qualità per imporsi. Ma diamogli il tempo per capire la Serie A».

- Quali garanzie dà ai tifosi? «Non posso garantire nulla se non che qui c’è solo un gruppo che lavora sodo e ha per obiettivo la salvezza. Sarà il campo a parlare. E spero che i tifosi siano al nostro fianco, specie nei momenti difficili che in A non mancano mai. Li aspetto ogni domenica, il loro supporto è basilare».

Si è chiusa la querelle stadio. Qual è la sensazione?

«Finalmente giochiamo in casa con gli spalti al completo. È stata risolta una situazione davvero imbarazzante. Avremo una carica speciale e motivazioni in più».

Su “Cagliari 500” e “Leeds Ferrari”, ci fu il botta e risposta con Cellino. Adesso, che auto è il Cagliari?

«Spesso non so tenermi ciò che penso. Ma quello è il passato e la chiuderei lì. Adesso, c’è una nuova società, un progetto importante, un tecnico esperto e tanti giovani: ingredienti per un Cagliari che farà divertire i tifosi».

Che effetto le fanno le voci sulla sua “usura”?

«Le sento da anni, ci sono abituato. Penso solo a dare il massimo e so che di ricordi non si vive. Ripeto, 35 anni sono tanti ma sto bene e aspetto di rispondere in campo».

Mario Frongia

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