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Zeman: «Da oggi conta il risultato»

Zeman: «Da oggi conta il risultato»

L’allenatore avverte i suoi: «Affrontiamo un Catania che sta bene, voglio grande attenzione e soprattutto passare il turno»

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CAGLIARI. «Il Catania? Io vorrei sempre vincere». Zdnek Zeman parte all’attacco. E non è una notizia. Con Caio Rangel («Ha perso il lavoro della preparazione ma lo seguo da tempo») e i veterani («Ma adesso quel che serve non è l’esperienza ma la voglia e l’applicazione»), l’allenatore del Cagliari sa di essere in vetrina. Il debutto ufficiale in casa con il Catania per il terzo turno di Coppa Italia, è una sfida da dentro o fuori. Primo step di un progetto che nasce dopo ventidue anni di gestione di Massimo Cellino. Proprietà, stadio, rosa, marketing e staff: ribaltamento generale nel nome di Tommaso Giulini. Alla vigilia del faccia a faccia con i siciliani, Zeman si muove cauto. L’incontro segna il debutto per 11.650 spettatori al sant’Elia.

«Il risultato conta, eccome. È la prima partita ufficiale. Sappiamo, come tutti in questo periodo, di non essere al cento per cento. Ma dai miei giocatori mi aspetto il massimo impegno, ordine e voglia di fare bene».

Zeman, passo indietro. Qual è stato il problema nelle sconfitte con Getafe e Celta Vigo?

«Non li chiamerei problemi. La mia preparazione è lunga, la squadra era stanca, con tanti giocatori nuovi e un modo di giocare rivoluzionato, diverso rispetto al passato. Abbiamo lavorato per un mese e mezzo. Ma a Vigo abbiamo sbagliato giocate semplici e non mi è piaciuto».

Tre partite con pari categoria: due sconfitte, un pareggio, due gol fatti e otto subiti. È soddisfatto del pre-campionato?

«Sì, è in linea con le mie aspettative. Sono abituato a fare così la preparazione. Facciamo un passo dopo l’altro».

Messe a posto le gambe, adesso lavorate sulla testa? Sì, stiamo crescendo ma dobbiamo migliorare».

Con il Catania è vietato sbagliare.

«L’anno scorso era in A, non c’è differenza di categoria. Spero che allo stadio ci siano tanti tifosi. Devono capire che siamo all'inizio di un lungo percorso, devono sostenerci e darci una mano a crescere. Noi dobbiamo conquistarli con le buone prestazioni».

Rientrano Daniele Conti e Luca Rossettini?

«Sono a disposizione. Conti può dare più ordine e assicurare le distanze giuste. Con il Catania mi aspetto crescita tattica, ordine e adattamento alla partita».

Quanto conta il recupero di giocatori esperti?

«L’esperienza non conta, serve tanta applicazione e voglia di fare».

Il mercato del Cagliari è chiuso?

«La rosa è buona, competitiva, ho possibilità di scelta. Diciamo che aspettiamo qualche occasione».

Chi gioca in porta?

«Colombi e Cragno se la giocano, non ho titolari».

Zeman, chi segna nel Cagliari?

«Tutti. Spero che i gol se li dividano».

L’Uefa inquisisce Tavecchio. Cosa ne pensa?

«Il calcio italiano ha problemi. La federazione li risolva». Antonio Conte alla guida dell’Italia. Le piace?

«Ha dimostrato di essere il migliore allenatore per club. Ma adesso deve fare il selezionatore, una cosa diversa».

Cosa pensa dell’ennesimo saluto di Mario Balotelli? «Non mi meraviglia più di tanto. È un ragazzo esuberante. Diciamo che sta maturando».

Mario Frongia

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