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«Conte è un condottiero straordinario»

«Conte è un condottiero straordinario»

Buffon è pronto a guidare l’Italia in Norvegia. Giorgio Chiellini lascia il ritiro

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FIRENZE. Dallo sfogo dopo l'Uruguay («Avevo solo riportato un mio pensiero basato sui fatti»), alla sorpresa per la nuova Italia di Antonio Conte, fino al calvario di Giuseppe Rossi: nessuno più di Gigi Buffon, decano azzurro, può raccontare questi ultimi mesi in azzurro. Certo che la delusione per l'uscita dai Mondiali resta forte: «Sbaglia chi ha ritenuto quel mio sfogo uno scontro generazionale, io ho sempre parlato di meritocrazia, in Nazionale devono venire i migliori, che abbiano 40 o 15 anni», afferma da Coverciano il capitano che sui temi più spinosi, come l'esclusione di Balotelli, visto tra i destinatari dell'affondo post Uruguay, sceglie la diplomazia: «Stupito perchè Mario non è qui? Non me lo sono chiesto, non faccio io le convocazioni. Magari è dipeso dal suo trasferimento in un altro Paese. In ogni caso è un nostro compagno».

Non è il solo messaggio che il capitano invia: «Veniamo da risultati modesti, mai come adesso questa Italia deve soltanto pensare al campo», spiega, dicendosi poi molto dispiaciuto per Giuseppe Rossi. «Non dobbiamo mettergli fretta, va recuperato nel modo più sereno, e quando tornerà ci aiuterà a vincere l'Europeo o il Mondiale. Quando fu escluso dal gruppo ai Mondiali vidi sul suo volto un'espressione trasfigurata, è molto attaccato alla maglia azzurra. Ma mi sento anche di aggiungere adesso - aggiunge Buffon - che ora certe scelte di Prandelli, allora criticate, vanno rivalutate come è giusto che sia».

L'immediato futuro è senza Rossi, ma con Conte, e il successo nell'amichevole con l'Olanda, debutto del nuovo ct, possono a suo dire già rappresentare un segnale di svolta: «Ammetto che è stato inaspettato, venivamo da due gare deludenti contro Costa Rica e Uruguay. Era solo un'amichevole, ma è arrivata invece una bella risposta».

Insomma, la mano di Conte si vede già e nessuno più di Buffon può confermarlo: «È rimasto lo stesso di quando venne alla Juve, i suoi concetti calcistici e il modo con cui li trasmette rappresentano qualcosa di unico. È già rimpianto a Torino? Ogni ciclo è destinato a finire ma se lo ritroviamo qui è perchè è convinto di poter fare qualcosa di straordinario».

Intanto ieri Chiellini ha lasciato il ritiro, non giocherà contro la Norvegia.

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