Marchetti, rete da centravanti vero
Il match winner: «Non è stato difficile». Giuffrida: «Un gruppo che non molla mai»
SASSARI. «Non è che di gol in carriera ne abbia segnati molti, però lo scorso anno sono riuscito a farne due. D’altra parte, capita che andando a saltare sui calci piazzati anche i difensori possano fare centro». A Domenico Marchetti, match-winner rossoblù, non manca certo la modestia, anche se non nasconde la soddisfazione per aver dato alla Torres la vittoria con la sua prodezza. «Tutto sommato – dice il centrale difensivo – non è stato difficile. Io e Migliaccio abbiamo attaccato lo spazio con decisione sullo splendido cross di Ligorio, Vincenzo non l’ha colpita, io invece ho preso bene il tempo e l’ho messa dentro. È stato un bel gol, e per me una gioia immensa». Ma anche un gol importante che legittima una vittoria meritata. «Stiamo crescendo – dice ancora Marchetti – e lo abbiamo dimostrato. Qualche problema lo abbiamo avuto negli ultimi dieci minuti ma siamo stati bravi a controllare e a portare in porto una vittoria meritata e importantissima».
Sono bastate due partite perche Giovanni Giuffrida entrasse nelle simpatie del popolo rossoblù. Difficile, infatti, non apprezzare un giocatore che in campo dimostra una personalità e una grinta assolutamente esemplari. «Io cerco di tenere sempre alta la tensione – dice il centrocampista siciliano – e incito i compagni a non mollare mai. Questa vittoria è importante e l’abbiamo meritata per l’impegno. Ora le cose stanno andando e andranno sempre meglio, questa squadra non può che migliorare». «La nostra caratteristica – dice ancora Giuffrida – deve essere quella di una squadra che non molla mai ed è quindi necessario che il gruppo sia davvero compatto. Vedo che i miei compagni la pensano in questo modo e allora dico che possiamo guardare avanti con fiducia». Infine: «Voglio però ringraziare i nostri tifosi che ci hanno dato una grossa mano e sono fantastici, ma voglio anche dedicare la vittoria a Bigazzi, Rubino, Infantino e Bottone, i nostri compagni infortunati ai quali siamo vicini e che speriamo possano tornare al più presto con noi. Di loro abbiamo bisogno di sentirli vicini anche quando non giocano». (d.d.)
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