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«Segnare un altro gol alla Roma? Perché no»

«Segnare un altro gol alla Roma? Perché no»

Conti guarda già alla prossima partita: «La strada è questa, dobbiamo solo correggere gli errori»

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CAGLIARI. «Un gol alla Roma? Perché no!». L’urlo di battaglia del capitano è risuonato a lungo nel dopo gara. L’amarezza per la sconfitta con l’Atalanta è difficile da cancellare. Ma quel che rincuora i tifosi, oltre al gioco propositivo, è la determinazione che circola nel gruppo. Da qui, le parole significative di Daniele Conti. Il regista, a quanti gli ricordano di essere da qualche tempo cecchino doc per la squadra in cui è nato, ha esordito e segnato il primo gol da professionista, risponde senza mezzi termini: «No, non è vero che ce l’ho con la Roma. Io do sempre il massimo quando indosso la maglia del Cagliari. se poi, capita di segnare, meglio».

Conti è fatto così. Diretto ma poco propenso a dichiarazioni roboanti. L’appuntamento dell’Olimpico, contro gli ex Nainggolan e Astori («Ah, giocano in giallorosso», ha ironizzato il capitano), è delicato su diversi fronti. Intanto, a seguire arriva il Torino di Ventura e poi si fa visita all’Inter di Mazzarri. Trittico ad alta tensione. Da affrontare con un debito esame di coscienza, specie sulle disattenzioni in difesa e in ripartenza. Ma anche con l’entusiasmo mostrato con una manovra che diventa via via più fluida. Zemanlandia ha bisogno di tempo. E di pazienza Sau e compagnia ne meritano tanta. Conti sta sul pezzo: «La strada è questa. Dobbiamo darci sotto nel lavoro di correzione degli errori. Ma un aspetto voglio segnalarlo: un pubblico così numeroso e caldo ci mancava da tempo».

Forse, la notizia vera del debutto. Con un tifo affettuoso, dovuto anche alla politica di distensione e sensibilità avviata da Tommaso Giulini - applaudito a lungo anche dalla curva Nord - si può guardare al futuro con ottimismo. Lo stesso messo in mostra dal capitano di Nettuno: «Dietro non si torna, la sconfitta con l’Atalanta fa male. Ma il gruppo c’è e ha inseguito il pareggio fino alla fine».

In breve, un Cagliari ferito. Ma non abbattuto. Rincuorato anche da Vlada Avramov. Il portiere serbo ha trascorso una buona mezzora con Cossu e compagni. Li ha raggiunti nello spogliatoio, ha lasciato la maglia per un giovane tifoso e a microfoni spenti, è tornato sul mancato rinnovo con il Cagliari. Capita.

Mario Frongia

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