«Zeman resta al centro del progetto»
Il presidente Tommaso Giulini non ha dubbi sull’allenatore: «Presto si vedranno i risultati del lavoro che sta facendo»
CAGLIARI. «Per cambiare mentalità e far decollare un progetto come il nostro serve un po’ di tempo. Ci vuole pazienza e il sono il primo che dovrà averne tanta». Tommaso Giulini mette le mani avanti. Sa che nel calcio dopo tre sconfitte consecutive la panchina di un allenatore viene messa in discussione. «Ma non è questo il caso - aggiunge il presidente del Cagliari -. La società, Zeman e la squadra hanno fatto e condiviso dei discorsi. Andiamo avanti sicuri che il trend verrà invertito. Stiamo lavorando per imporre con forza le nostre idee. Non si può mettere tutto in discussione per qualche sconfitta. Sapevamo che all’inizio ci sarebbe state difficoltà».
Se è deluso, il patron rossoblù maschera molto bene l’amarezza. Forse non è casuale che a fine partita in zona mista arrivino sia lui che il suo vice. «Non facciamo tragedie - le parole di Stefano Filucchi -. La classifica non ci piace ma in questo momento conta poco. Basta una vittoria per stare nella colonna di sinistra. Certo, siamo dispiaciuti per la sconfitta, però bisogna sempre essere razionali».
Giulini, arriva nella zona interviste qualche minuto dopo Filucchi e ribadisce il concetto. «Qui c’è stato un certo tipo di gestione per 22 anni - spiega - cambiare comporta sempre piccoli traumi. Prima si doveva lottare solo per salvarsi, noi puntiamo a qualcosa di più. Diciamo che siamo ambiziosi al punto giusto. Sono sicuro che abbiamo costruito una squadra forte, i risultati arriveranno, magari già a partire da domenica a Milano».
L’avversario di turno sarà l’Inter. Sia Giulini che Filucchi sono stati nel cda del club nerazzurro ai tempi del “triplete”. Un ritorno a casa da... nemici. «Farò il tifo contro l’Inter solo nelle due partita col Cagliari - sottolinea il presidente rossoblù a cui fa eco anche il vice -. Ce la giocheremo senza paura. La nuova filosofia è proprio questa».
Sono cambiate tante cose in pochi mesi. I risultati negativi, però, rischiano di minare il processo di rinnovamento e l’entusiasmo dei tifosi. Anche col Torino erano più di diecimila sulle tribune. «Noi andiamo avanti più convinti di prima - risponde Giulini -. I nostri sostenitori ci stanno seguendo numerosi, hanno capito che vogliamo fare le cose per bene. E’ vero che a fine partita ci sono stati dei fischi, ma subito dopo sono arrivati gli applausi. Ammetto che dopo quattro partite pensavo di avere qualche punto in più e non mi aspettavo due sconfitte in casa. Così come mi dà fastidio vedere il Cagliari da solo in fondo alla classifica. Ma è una situazione momentanea, presto andrà meglio».
Il presidente trasmette serenità. Magari il suo stato d’animo è diverso, però se ha deciso che Zeman resta al centro del progetto rossoblù, fa bene a tenere questa linea. Anche perchè se lo mettesse già in discussione, sarebbe una sua sconfitta personale. « Mai perdere la testa se ci sono dei problemi - conclude -, bisogna sempre ragionare e non agire d’istinto. Il mister ha la nostra fiducia totale e sappiamo di esserci messi nelle mani giuste».
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