Massimo Chessa, l’emozione di essere profeta in patria
Sarà il primo sassarese a giocare una partita di Euroleague. «Col Banco di Sardegna vivrò una stagione indimenticabile»
SASSARI. Cinque anni fa aveva preparato la valigia per cercare a Biella quello che Sassari e la Dinamo, dopo la sconfitta nella finale promozione della Legadue contro Cremona e i problemi economici della società che stava per soarire, non potevano garantirgli. Massimo Chessa aveva 21 anni e da grande voleva fare il giocatore di basket professionista, Biella gli offriva un triennale e la Serie A, la possibilità di farsi conoscere al piano superiore. Il bello dello sport (e della vita) è però che non sai mai cosa può succedere ed ecco che “Massimino” è tornato a casa per vivere quelle emozioni che sognava da piccolo, quando era uno dei talenti del Basket 90: playoff scudetto, la Coppa Italia, la Supercoppa, ora l’avventura in Eurolega: «Che volete che vi dica? È una gran figata, andremo a giocare contro le squadre e i giocatori che fino a ieri potevamo permetterci di vedere soltanto in tv. Direi che c’è una bella differenza, soprattutto per l’impegno».
Alla fine dopo qualche anno in giro per l’Italia il posto giusto per vivere le emozioni più forti si è rivelato proprio Sassari.
«È successo tutto all’improvviso. Ho girato tanto per cinque anni, poi sono tornato alla Dinamo e ho vinto tanto e subito, giocato sfide di alto livello: Coppa Italia, playoff, Eurocup, ora la Supercoppa, presto l’Euroleague. Mi manca giusto la Serie B ma quella spero che arrivi il più tardi possibile... Non me lo sarei mai aspettato di vivere tutte queste esperienze. Non parliamo poi dell’Euroleague, quando giocavo in Legadue mi sembrava qualcosa inarrivabile. Invece manca poco all’esordio, è davvero incredibile».
Le sensazioni?
«Ancora non ci sto pensando, manca qualche giorno. Certo, uno come Rudy Fernandez pensi di poterlo vedere soltanto in tv oppure in una partita di videogame, invece lo affronterò sul campo e ancora devo abituarmi all’idea. Sicuramente sarà una grande emozione».
Come giudica questo nuovo gruppo?
«Ho visto che i nuovi, anche se sono tanti, si sono integrati molto bene, direi che la base era solida e tutto sta venendo su molto bene, ho visto solo gente molto carica».
Alla Dinamo l’ha raggiunta un suo ex compagno di squadra, Edgar Sosa: come l’ha trovato?
«Siamo stati compagni a Biella, il primo anno. Eravamo tutti e due ragazzini, io avevo ventuno anni, lui era appena uscitro dal college, andavamo molto d’accordo e ci siamo tenuti in contatto. Lui è un ottimo giocatore, l’ho visto più maturo, quando era un rookie magari si lasciava un po’ andare perché ha un carattere bollente. Anche lui ha fatto le sue esperienze, ha girato l’Europa, certe cose sono sicuro che non le farà più e ci darà una grossa mano».
E dei nuovi chi è stato quello che più l’ha impressionata?
«Sicuramente David Logan. Me lo ricordo bene nella sfida di Eurocup con l’Alba Berlino perché avevo giocato diversi minuti e lo avevo marcato, mi aveva davvero impressionato perché andava via come un treno. Visto in allenamento è ancora più impressionante, è un giocatore in grado di fare qualsiasi cosa e sempre a un livello altissimo».
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