La Nuova Sardegna

Sport

Tutto Cagliari
l’entusiasmo di giulini

«Vedere lo stadio pieno è stato un gran bel regalo»

«Vedere lo stadio pieno è stato un gran bel regalo»

CAGLIARI. Il presidente non ci sta. All’appello mancano punti. »Almeno 4 e mi tengo stretto», dice tutto d’un fiato Tommaso Giulini. La sfida al Milan («Per me, da sempre una specie di derby») si è...

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Il presidente non ci sta. All’appello mancano punti. »Almeno 4 e mi tengo stretto», dice tutto d’un fiato Tommaso Giulini. La sfida al Milan («Per me, da sempre una specie di derby») si è chiusa da un’ora. Il patron, circondato dai suoi, è nella sala che affianca lo spogliatoio dei rossoblù. Pennette al sugo, formaggio, frutta, coca light e minerale. Da spartire con alcuni amici francesi. Tra questi, l’inviato dell’Equipe: «Grande Cagliari, miglior gioco visto in Italia sinora».

Giulini annuisce. Ma gli si legge negli occhi che non è soddisfatto. In maniche di camicia, cravatta griffata, la grinta, la praticità e l’orgoglio: un mix che conquista i tifosi. «Il Cagliari merita più punti. I 9 che abbiamo non ci rendono giustizia anche perché la squadra che gioca con personalità e mi piace per l’atteggiamento offensivo».

Partiamo da qui. Cosa manca al Cagliari?

«Niente. Stiamo metabolizzando tattica e movimenti, abbiamo i tifosi vicini, le attenzioni alle aziende e al tessuto imprenditoriale crescono, lo stadio è al completo. Di certo, non pensavo che avremmo fatto così rapidamente. Sia chiaro, c’è da sgobbare con umiltà per avere i risultati che meritiamo anche al Sant’Elia».

Fiducioso e determinato. È la miscela giusta?

«È il Cagliari che avevo in mente. Ma siamo a credito: con il Milan abbiamo creato 4, 5 palle gol. Usciamo con un pareggio per un tiro in porta, tra l’altro sbagliato».

Presidente, cosa ha pensato al tiro di De Jong?

«Mi è venuto un brivido: ho rivisto i gol di Tachsidis a Verona nel recupero, e quello di Obiang con la Sampdoria. Ma sapevo che se c’era una squadra che poteva cercare la vittoria a viso aperto, era il Cagliari. E non scordo che Conti ha scheggiato il palo».

Che cosa ha detto alla squadra?

«Ho incrociato solo Pisano, bloccato al doping. Ci sarà tempo. Abbiamo fatto la partita e dominato, dobbiamo capitalizzare il tutto. Concentriamoci per la Lazio, match ostico. Comunque sia, ai ragazzi e allo staff tecnico va la mia gratitudine: stiamo crescendo e anche in casa cambieremo marcia prima di quanto non si pensi».

Ibarbo, croce e delizia, dice Zeman. E lei?

«Victor è incontenibile. Certo, quella palla intercettata da Rami a porta vuota dopo soli tre minuti, mi ha fatto spaventare. Ma poi si è ampiamente rifatto».

Cragno ha colpe sul pari del Milan?

«Neanche un portiere alto come Sebastiano Rossi avrebbe potuto prendere quella palla. Un tiro imparabile».

Cosa ha provato nel vedere il Sant’Elia al completo?

«È il frutto di attenzione e rapporti in crescita con il Comune, la Commissione di vigilanza, gli enti e le aziende locali. Abbiamo anticipato l’apertura della curva Sud di un mese e mezzo: un gran gol segnato insieme a tutta la città e ai nostri tifosi».

A quando i 18mila posti a sedere?

«Aspettiamo la gara con il Genoa per capire se accelerare. Conterà molto che tipo di risposta avremo. Quello che ritengo più importante in questa fase è aver visto l’affetto di tanti tifosi».

Mario Frongia

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Emergenza Meteo

Giugno infernale, l’Europa come il deserto del Sahara: centinaia di vittime per il caldo estremo. In Italia le città da bollino rosso oggi – I dettagli e le precauzioni

di Redazione Web
Le nostre iniziative