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Troppa Alessandria per la Torres

di Antonio Ledà

Sassaresi battuti in casa con due gol nella prima mezz’ora. Inutili i tentativi di rimonta

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SASSARI. Due passi avanti e uno indietro. Dopo i pareggi conquistati sui campi di Bassano e Pavia la Torres è incappata nella giornata più buia dell’inizio del campionato di serie C. I rossoblù sono stati battuti in casa dall’Alessandria (2-0 il risultato finale) ma quello che fa più male e la facilità con la quale i piemontesi sono riusciti a imporre il proprio gioco. Migliaccio e compagni non sono mai entrati in partita: sempre in ritardo rispetto agli avversari, impacciati in difesa e incapaci di costruire azioni d’attacco in grado di impensierire la retroguardia alessandrina. Un balzo indietro rispetto alla bella squadra ammirata nelle ultime settimane aggravato da una posizione in classica che sembra chiudere, già a novembre, la possibilità di sognare un campionato di vertice.

Le scelte del mister. Costantino è ripartito dalla squadra che ha pareggiato sabato scorso a Pavia. Cafiero si è accomodato in panchina e così Balistreri. La Torres si è schierata con Testa tra i pali, Aya e Imparato esterni bassi e la coppia Migliaccio-Marchetti al centro della difesa. A centrocampo hanno giocato Giuffrida con Foglia e Pizza sulle corsie. In Avanti Infantino e Baraye con Maiorino a chiudere il rombo di centrocampo. Uno schieramento provato - con successo - sette giorni fa ma riproposto con uno scambio di ruoli tra Maiorino e Baraye. Il Pavia ha risposto con il previsto 3-5-2 ma anche Luca D’Angelo ha giocato una carta a sorpresa: Luigi Scotto. Il giovane attaccate sassarese ha fatto coppia con Marconi e, nonostante un pizzico di emozione, ha disputato una grande partita. Ma tutta l’Alessandria ha giocato bene. I tre centrali di difesa non hanno sbagliato un intervento, Obodo si è impadronito del centrocampo con Mora e Vitofrancesco bravissimi a chiudere tutti gli spazi sulle corsie.

Avvio in salita. Per i padroni di casa la gara si è trasformata in una salita più dura del Mortirolo. L’Alessandria ha messo subito in chiaro di non essere arrivata a Sassari per fare la comparsa e i primi dieci minuti si sono trasformati in un monologo dei grigi. Anchè perchè, al 4’ di gioco, Migliaccio ha assaggiato la nuca di Marconi e ha festeggiato la sua 400esima presenza nei campionati professionistici con una fastidiosa bendatura sulla fronte. Segno del destino o solo sfortuna? Neanche il tempo di ripartire e l’Alessandria è passata. Sugli sviluppi di una rimessa laterale il solito Marconi ha pescato Taddei tutto solo al limite sinistro dell’area di rigore rossoblù. L’attaccante ha avuto il tempo di fare due passi prendere la mira e infilare l’angolo alla destra del portiere. Un gol che ha reso ancora più ripidi i tornanti della Torres.

Il raddoppio. I sassaresi hanno provato a reagire ma prima della mezz’ora (dopo una bella azione di Scotto sventata da Imparato) è arrivato il gol del ko. Su un calcio d’angolo battuto da Vitofrancesco, Mezzavilla ha rubato il tempo ai centrali di casa e ha messo alle spalle di Testa (questa volta non impeccabile). Sul 2-0 la salita è diventata un muro anche se proprio nel finale del tempo Maiorino ha avuto la palla per riaprire il match con un calcio di punizione dal limite che ha quasi divelto la traversa.

Ripresa inguardabile. Al ritorno in campo Costantino ha provato a dare più vivacità al suo reparto avanzato inserendo un secondo attaccante di ruolo, Balistreri, al posto di Aya con Baraye spostato a centrocampo e Maiorino a sostegno delle punte. Gli equilibri in campo non sono cambiati e a nulla è valso, nei venti minuti finali, l’inserimento di Lisai e poi quello di Funari. L’Alessandria si è difesa con ordine e non ha mai rinunciato a mettere pressione alla retroguardia rossoblù con ripartente veloci e bene organizzate. Nel finale la Torres è andata vicinissima al gol della bandiera con una punizione di Maiorino che Nordi ha respinto sui piedi di Migliaccio. Il tocco, a botta quasi sicura, del capitano è stato sporcato da un difensore e respinto in angolo dal portiere. E’ stato l’ultimo brivido di una serata da dimenticare in fretta. Sperando che la Torres riesca ancora una volta a ripartire.

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