Morganti: «Presto arbitri sardi in serie B»
La popolare giacchetta nera ha preso parte a Cagliari all’affollata assemblea plenaria dell’Aia
CAGLIARI. «Voi potete fare qualcosa di importante, che altri non sanno o non possono fare: decidere, con queste parole Emidio Morganti ha chiuso il suo intervento alla prima riunione plenaria 2014-15, organizzata dalla sezione Aia di Cagliari. Il video di presentazione dedicato a Morganti, preparato da Luigi Ramo, Presidente dell’Aia di Cagliari, con la musica di Rock me Amadeus di Falco ha aperto la serata.
Premiato nel 2010 come miglior arbitro della Serie A, dis- messosi l’anno successivo per raggiunti limiti d’età e attual- mente membro della commissione Can A, Morganti si è sof- fermato sull’atteggiamento e la postura dell’arbitro, stuzzicando i suoi colleghi con slide, commenti e quesiti. «Vivevo il pre-gara tranquillamente – ha spiegato Morganti – poi in campo diventavo una macchina da guerra, tanto che mettevo paura anche a mia figlia». Un cubo e una sfera sono state le figure protagoniste delle slide «difendetevi mostrando i vostri spigoli come quelli di un cubo, fatevi ricordare per le vostre peculiarità, ma ricordate di farvi scivolare tutto addosso come una sfera, errori e commenti compresi quelli dei media, per poter afrontare l’impegno successivo serenamente». Essere all’altezza della mansione affidata così come passione, forza e rispetto devono essere gli elementi cardine.
Maria Francesca Staico, sei gare arbitrate in Eccellenza in questa stagione ha messo in evidenza la problematica sui pregiudizi sui direttori di gara. «Fate emergere la vostra forza – ha commentato l’ex arbitro di Ascoli Piceno – lavorate sulle vostre difficoltà, riconoscendole e perché diventino domani una vostra peculiarità».
«Perché gli arbitri sardi, incontrano ancora difficoltà ad arrivare in Serie A» ha chiesto l’osservatore Domenica Picca. E’ stata l’occasione per Mimì, come viene chiamato Morganti dai suoi amici, per coinvolgere Giuseppe Urbano, attualmente vicepresidente Cra Sardegna. «Con Beppe abbiamo arbitrato assieme, il fatto che io sia arrivato in Serie A e lui no è solo un caso, perché tecnicamente eravamo sullo stesso piano e lui lo avrebbe meritato. La stessa ragione per la quale mi chiedono perché io non sono diventato arbitro internazionale. Credo che nel giro di qualche anno, ci siano i presupposti perchè un arbitro sardo possa arrivare almeno in Can B».
Susanna Musanti
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