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La Torres perde anche la voce

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Giocatori in silenzio stampa e Capitani ne ha per tutti: «Sassari ci sta abbandonando»

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SASSARI. La sconfitta dell’altro ieri contro il Sudtirol ha lasciato il segno. I giocatori e l’allenatore della Torres sono in silenzio stampa per «salvaguardare tesserati e società in un momento di difficoltà che richiede, invece, la giusta serenità e la concentrazione necessarie per uscire da una fase non positiva sul fronte dei risultati». Bocche cucite, dunque, alla ripresa degli allenamenti con Costantino pubblicamente messo in discussione e per nulla sicuro di salvare la panchina. Per il mister quella che si apre sarà una settimana durissima che si concluderà sul campo della vicecapolista Real Vicenza. Una partita che la Torres non può perdere e che rischia di trasformarsi nello spartiacque della stagione. Ieri il presidente Domenico Capitani è tornato sulla sconfitta casalinga (la seconda consecutiva) affidando a un comunicato stampa le sue riflessioni sul difficile momento della squadra e, più in generale, dela società. Il patron rossoblù non ha smentito la sua fama di persona diretta e assai poco diplomatica tirando in ballo pubblico, imprenditori e stampa. «L'amarezza per il risultato sportivo - si legge nella nota - lascia il posto alla rabbia.Domenica abbiamo registrato il record negativo di presenze al Vanni Sanna: 600 persone paganti, appena 80 in tribuna: Un segnale di disaffezione difficile da mandar giù, considerato il campionato di sacrificio della società, alle prese con una stagione dispendiosa ma che stiamo affrontando con grande coraggio e volontà per consentire alla città di restare nel calcio che conta. I risultati sono importanti ma la nostra corsa in questa stagione è mantenere la categoria, restare tra le grandi squadre del calcio professionistico, creare le basi per il futuro.Uno stadio così è l'immagine di un calcio che non mi piace».

«Paradossalmente - continua il presidente - vista l'annata difficile e la necessità di lottare fino alla fine, sarebbe stato proprio questo il momento per far sentire la città vicina. E' un grande dolore, molto più grande di una sconfitta, a quella si può rimediare continuando a lavorare sul campo e fuori, ma l'amore dei sassaresi per la squadra dove è finito»?.

Capitani si dice amareggiato anche per alcuni segnali che arrivano dalla classe imprenditoriale sassarese: «La Verdevita, solo per fare un esempio, non ci ha confermato la sponsorizzazione per l'anno in corso. Mi sento in dovere di fare i nomi perché non ci si può dire torresini solo a parole. E non parlo di soldi ma anche di atteggiamenti. Preferisco avere a che fare con chi ci dimostra vicinanza quotidianamente, con chi può dare per quello che può e lo fa, perché tiene davvero a questa Torres. Purtroppo ci sono segnali che ci fanno sentire soli nell'affrontare questa avventura».Il presidente ne ha anche per la stampa accusata di «utilizzare in maniera strumentale i problemi che da due anni sottolineiamo, come l'assenza di campi di allenamento, per attaccare l'operato societario e difendere risultati che sono poco difendibili». Ma chiude un segnale di speranza: «Se la squadra ha dei problemi siamo chiamati a dare risposte per risolverli, lo dobbiamo ai nostri tifosi, prima di tutto». (a.l.)

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