La Uisp Sardegna in Libano per una Vivicittà senza muri
Una delegazione sassarese in partenza domani per il Medio Oriente Tore Farina: «Saremo in prima linea nella lotta contri i disagi mentali»
SASSARI. Dopo una serie di rinvii dovuti alla tensione in Medio Oriente, Vivicittà conquista anche il Libano. La manifestazione si svolgerà domenica a Tiro, 88 km a sud di Beirut, quasi al confine con Israele, dove è dislocato il contingente militare Unifil, attualmente diretto dall'Italia (con circa mille militari). La manifestazione è organizzata dall'Uisp, dall'Unrwa (agenzia ONU per i rifugiati palestinesi) e dalla Cooperazione italiana dell'ambasciata a Beirut. Vivicittà coinvolgerà circa 1.500 bambini: palestinesi (provenienti dai campi profughi limitrofi), siriani e libanesi.
Tiro è una città nevralgica con problemi di carattere sociale e politico. Ma è anche un'importante sito archeologico di epoca fenicia, proclamato patrimonio Unesco e sede di un ippodromo di epoca romana che è considerato il meglio conservato al mondo.
All’iniziativa collabora anche una delegazione sarda che, venerdì, a Sidone, ha organizzato, con la Fondazione Kanafani, un’iniziativa a metà strada tra sport e solidarietà: "Sportivamente, 100 bambini per il gioco e l'inclusione". Nel palazzo dello sport della città ibanese si svolgeranno giochi che coinvolgeranno un centinaio di bambini delle scuole, con i loro insegnanti. Saranno coinvolti anche 21 bambini con disabilità.
Della delegazione sarda, che partirà questa mattina per il Medio Oriente, fanno parte il presidente dell'Uisp Sardegna Salvatore Farina e tre operatori di Sassari. Nell’occasione l'Uisp Sardegna andrà anche a completare il percorso di formazione promosso all'interno del Sportiva..mente, progetto rivolto agli operatori che lavorano nell'ambito della disabilità mentale e psichica di Al Fanar Hospital e Ghassan Kanafani Cultur Foundation - Ain Al Helwe Centre in Libano.
In Libano almeno il 25% della popolazione è affetta da problemi di disagio mentale. La condizione di partenza è aggravata da decenni di guerra civile e di tensione sociale. Nonostante questo, il paese ha un programma molto scarno sulla cura delle patologie mentali: il governo non ha fondi sufficienti per finanziare gli ospedali psichiatrici e le assicurazioni private non coprono questo tipo di malattie. Inoltre c'è scarsa attenzione verso i centri di salute mentale.
Con il progetto Sportiva..mente l'Uisp Sardegna, avvalendosi della collaborazione di sette operatori sassaresi che nel corso dell'anno si sono resi disponibili di portare gratuitamente la loro esperienza in Libano, ha promosso una campagna di sensibilizzazione per migliorare il sostegno verso chi ha problemi di disagio mentale e formato operatori locali che hanno deciso di sposare il modello d'intervento di “Sportpertutti”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google