Un Banco a due facce sfiora il miracolo
Biancoblù inguardabili per 27’, recuperano 19 punti di svantaggio e si arrendono all’Unics Kazan solo all’ultimo tiro
SASSARI. Un “quasi miracolo”, una squadra che ritrova la luce dopo 27’ trascorsi a vagare in una palude nebbiosa, riapre una partita che in realtà non c’era mai stata, se la gioca all’ultimo tiro. La perde, e non si può certo dire che Kazan abbia rubato qualcosa, però il Banco se vuole evitare di ritrovarsi in quella palude anche domenica sera contro l’Armani Milano deve ripartire dai 17’ finali di ieri. Dal -19 (37-56) al pareggio (60-60) in 8’, alla tripla del sorpasso sbagliata da Logan sul 63-65 a un minuto e 17’’ secondi dalla sirena. Alla fine l’Unics Kazan il match lo porta a casa per una questione di dettagli ed episodi (una tripla, un rimbalzo offensivo, due tiri liberi), dopo aver rischiato un clamoroso autogol per troppa sufficienza.
Scelte drastiche. Il Banco per 27’ è stato assolutamente inguardabile, in certi momenti anche indisponente. Troppi uno contro cinque in attacco, poco cuore, poca difesa. E infatti è risalito cogliendo di sorpresa gli avversari (e un po’ anche il pubblico) con un accesso improvviso di furore, acceso dalle scelte drastiche di Meo Sacchetti. In panchina Sanders, Lawal e Dyson (schierato in campo meno di un quarto d’ora), dentro tre piccoli (Logan, Sosa e l’immenso Devecchi) più Brooks e Todic. Il basket è fatto anche di queste cose, la partita è girata all’improvviso, il coach avversario ha fiutato l’aria e ha speso immediatamente due time-out uno dopo l’altro, ma il ritmo era quello del Banco. Sacchetti, per vincere, ha anche azzardato un quintetto “nano” rimettendo Sanders per Todic con Brooks unico lungo e cinque sul perimetro, ma stavolta gli è uscito il numero sbagliato e sul 68-70, dopo che Logan aveva forzato la tripla del sorpasso sul 63-65, a 10’’ dalla fine Antipov ha recuperato il rimbalzo sull’errore di Jerrels e ha messo dentro i due liberi. Gli episodi sono questi, il problema è capire cosa sia successo e perché nei 27’ trascorsi in mezzo alla palude.
Obiettivi diversi. Kazan giocava per le Top 16, il Banco per l’onore. Motivazioni differenti e si è visto subito, in un clima che non era nemmeno quello della festa anche sugli spalti. Più posti vuoti del solito, ambiente molto da teatro. Una di quelle giornate, insomma, dove è la squadra che deve trascinare gli spettatori. Invece la Dinamo ha cominciato male e si è trascinata i problemi delle ultime settimane. L’Unics invece è andato avanti come un carro armato, con Fischer (23 punti e 15 rimbalzi) che ha fatto il vuoto e gli altri che a turno hanno affettato la difesa biancoblù.
A senso unico. Sacchetti ha cominciato con Devecchi in quintetto e Logan in panchina, ma non è cambiato un granché. Kazan subito avanti con 8 punti di fila White (4-12) e Dinamo imbarazzante in attacco per mezzora (alla terza sirena 4/21 da tre, 9 assist, 40% da due punti). Il rischio era quello di sbracare e uscire dal campo sotto i fischi, poi improvvisamente si è accesa la luce.
Il flash. Il Banco se non col bel gioco, ha ribaltato la partita con l’emotività e ha colto di sorpresa gli avversari, vittime di un black-out totale. Devecchi ha dato la scossa, Logan (11 punti nell’ultimo quarto) ha messo i canestri. Il 60-60 è arrivato a -5’ dalla fine, Antipov ha rianimato Kazan con una tripla, due però le ha messe Devecchi (8 punti, tutti nell’ultimo periodo). Sul 68-70 la difesa ha funzionato alla grande, ma sul tiro sbagliato di Jerrels è arrivato prima Antipov.
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