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Acque agitate nel Castelsardo

di Giovanni Canu
Acque agitate nel Castelsardo

Il cambio di mister divide squadra e tifosi. L’esonerato Baiardo: «Cacciato, non so perché»

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CASTELSARDO. Francolino Fiori è il nuovo allenatore del Castelsardo. La notizia è già stata ufficializzata dalla società, che vuole dare una svolta alla stagione tentando l’assalto alle zone altye della classifica. Attualmente i rossoblù sono in settima posizione, staccati di quattro punti (24 contro 28) dal Ploaghe, che chiude il gruppetto delle cinque formazioni che tallonano la capolista Lanusei (33 punti).

L'argomento che fa ancora discutere riguarda l'esonero dell'ex tecnico, Carlo Baiardo. Decisione che, nel frattempo, ha causato le defezioni di un paio di dirigenti.

Il responsabile dell'area tecnica Nicola Longhitano e il team manager Valentino Virdis si sono allontanati dalla società, per non aver condiviso le ragioni e il modo con cui è stato interrotto il rapporto con il mister Baiardo, al quale occorre dare merito del raggiungimento di un buon risultato, traguardo impensabile all'inizio del torneo.

Ma gli effetti dell'esonero pare che non si fermino qui. Qualche giocatore, infatti, ha gia palesato l'intenzione di voler cambiare aria. Anche sugli spalti, nella gara con il Porto Corallo, si è notata la mancanza di tanti tifosi. Che si interrogano sulle ragioni che avrebbero indotto la società ad adottare un tale provvedimento.

A causa del perdurare del silenzio stampa imposto dalla società non è possibile conoscere il parere di tutte le parti interessate. Disponibile a parlare è invece Carlo Baiardo, il tecnico esonerato.

Per quale motivo?

«Per me è scelta incomprensibile - ha precisato Baiardo -, perché non è dovuta a fattori riguardanti la classifica, i risultati oppure il gioco. Non mi sono ancora del tutto chiare le vere ragioni, d'altronde, non è stata resa pubblica alcuna ragione, neanche con un comunicato».

Si dice che tra lei, qualche giocatore e persino con il direttore generale Palmas sia sorta qualche discussione.

«Per quanto riguarda il rapporto con i giocatori mi sembra evidente che, quando si sceglie su 22 gli 11 da mandare in campo, qualcuno possa non condividere le scelte. Però, da qui ad avere problemi non mi risulta. Per un allenatore, una delle prerogative per ottenere buoni risultati è mantenere unito lo spogliatoio. Posso assicurare che non è successo mai nulla a tale riguardo, mentre ammetto di aver avuto, in qualche caso, diversità di opinioni con il direttore generale, chiarite direttamente con l'interessato e con l'intero staff dirigenziale».

Quindi, potrebbe essere proprio questo episodio che ha fatto traboccare il vaso.

«Non credo. Per me è stato tutto superato e immagino che per lui sia lo stesso. Mi dispiace che sia andata a finire in questo modo, visti i rapporti che con alcuni dirigenti ho mantenuto per qualcosa come quarant’anni. Auguro alla squadra, nella quale ho militato da calciatore e allenatore, per la quale ho gioito e sofferto, le migliori fortune».

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