Il Sant’Elia è ancora terra di conquista
Oltre cento i giornalisti accreditati, la Signora fa sempre notizia
Esplosivo. Zeman come il Muro di Berlino. Al Sant’Elia di Cagliari cade un dogma: addio al 4-3-3. In concomitanza con la fine dell’embargo Usa-Cuba. Incredibile, il boemo cede.
Squadra operaia. Quattro centrali in fila. Due terzini a centrocampo. Tandem di mezze punte. Formazione choc. Figuraccia che, forse, si poteva evitare.
Media d’assalto. Centocinque giornalisti accreditati, ressa e spintoni nella pancia del Sant’Elia. La Juventus mobilita aficionados di ogni genere. Poi, c’è Zeman. Da anni pungolatore di una squadra che “andava troppo in farmacia”. Uno scenario ghiotto e completo.
Testa coda. Si godono Cagliari-Juve anche Pusceddu e Marocchi. Ex di Juventus e Torino. Poi, in rossoblù con il Cagliari. Calcio vintage. Sfida tra la prima e l’ultima del campionato. Cinque sconfitte al Sant’Elia per Andrea Cossu e soci. Pessimo Natale. Soltanto Capuano sorride: cento presenze da pro.
Volti noti. Storari, Pepe, il massaggiatore Randelli. Ex di turno. Pochi applausi per tutti, Massimiliano Allegri incluso. Magro, teso, il tecnico dei bianconeri sorride poco. Vince. Ma la Roma è appena un filo dietro. C’è il Napoli in Supercoppa lunedì a Doha. Battaglia.
La vendetta. Nel 2012 la Roma allenata da Zdenek Zeman batte il Milan di Massimiliano Allegri. All’Olimpico finisce con un sonante 4-2. Ieri, risposta incrociata. Il tecnico boemo - che da allora in casa non ha più vinto - rincorre sempre la trecentesima vittoria. Che fatica. (mf)
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