La prima volta in serie A
Dopo l’Under 21, West Ham e Watford, il ritorno a casa
CAGLIARI. Da calciatore “Magic box”si è tolto tante soddisfazioni. In Italia (alla serie A è arrivato un po’ tardi, aveva 21 anni quando Luciano Moggi lo ha portato al Napoli dopo averlo acquistato dalla Torres di Bruno Rubattu per una cifra intorno al miliardo di lire) ha vinto uno scudetto col Napoli di Diego Armando Maradona e una Supercoppa col Parma, allora guidato da Nevio Scala. Ma è in Inghilterra, con la maglia numero 25 (che dopo di lui nessuno ha più indossato, anche se il club londinese ufficialmente non l’ha mai ritirata) del Chelsea che ha avuto la consacrazione, facendo impazzire i tifosi londinesi. Con i Blues ha portato a casa due coppe d’Inghilterra, una Community Shield, una Supercoppa e una Coppa delle Coppe. A cui si deve aggiungere il titolo di vice campione del mondo con l’Italia ai mondiali disputati in America 1994. Si è ritirato dal calcio giocato a 39 anni (ultime stagioni con la maglia del Cagliari che ha contribuito a riportare in serie A), dando l’annuncio il 29 giugno del 1995.
La sua carriera da allenatore è cominciata nel luglio del 2006, quando è diventato consulente tecnico della nazionale Under 21 allenata da Pierluigi Casiraghi (ora vice di Zola), suo ex compagno di squadra in magli azzurra e nel Chelsea. Dopo due anni di esperienza con gli azzurrini, l'11 settembre 2008 è diventato allenatore del West Ham, con cui ha firmato un contratto triennale. La sua prima stagione sulla panchina del club londinese si è conclusa con il nono posto nella Premier League. L'11 maggio 2010 viene esonerato al termine della seconda stagione alla guida del West Ham, malgrado avesse ottenuto la salvezza e sostituito dall'israeliano Avraham Grant.
Diviene poi commissario tecnico della nazionale Under-16. Il 7 luglio 2012 firma un biennale con il Watford, appena rilevato da Giampaolo Pozzo (patron dell’Udinese, che già gestisce un club anche in Spagna) e impegnato in Championship, la seconda serie del calcio inglese e manca la promozione solo dopo la finale dei playoff. Durante la stagione 2013-14, il 16 dicembre 2013, rassegna le dimissioni dopo cinque sconfitte consecutive e viene sostituito da un altro italiano, Giuseppe Sannino.
Ora una nuova sfida: contribuire, questa volta da timoniere, alla salvezza del Cagliari, terz’ultimo in classifica con soli dodici punti conquistati in sedici partite. Il contratto dovrebbe essere della durata di sei mesi, con rinnovo vincolato all'eventuale salvezza.
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