L’identità sarda é sempre più forte
Giulini sta tenendo fede alle promesse fatte a giugno: «L’isola è nella mia pelle»
CAGLIARI. «Non sono nato da queste parti ma capirete presto che la Sardegna è nella mia pelle. Il Cagliari sarà identitario, legato al territorio, attento alla tifoseria. Non è piaggeria, lo vedrete dai fatti». Le parole di Giulini, a distanza di sei mesi, appaiono quasi profetiche. Un assist all’arrivo del numero uno in tema di attaccamento e attenzione alla propria terra.
Gianfranco Zola, l’uomo giusto nel momento giusto. «Il suo entusiasmo ci ha colpito», trapela dalla sede rossoblù. Certo, c’è da aspettare il campo e i risultati. Ma la fiducia preventiva al cambio di rotta, è più che meritata. Peraltro, i “fatti” messi in fila e annunciati a giugno dalla proprietà sono pian piano - alcuni, come la riapertura del Sant’Elia a 16mila spettatori, anche in anticipo di un mese e mezzo rispetto ai tempi previsti la scorsa estate - hanno preso corpo. Chi pensava che l’entusiasmo iniziale dei Giulini boys fosse effimero o di facciata, si è dovuto ricredere in tutta fretta. allo stadio - con a rimorchio il ristabilirsi di relazioni proficue e tuttora in rafforzamento con le istituzioni - al Casteddu Village della Fiera internazionale, passando per i ristoranti “fidelizzati” di Londra e Milano, l’intesa con 200 società dilettantistiche, quattromila ragazzini dei vivai sardi ospiti in curva Sud Sky, la stretta di mano al Centro di coordinamento dei Cagliari club e l’abbraccio e l’ospitalità in tribuna per i campioni d’Italia del ’70 e i protagonisti degli ultimi decenni in maglia rossoblù. Fatti concreti e poche parole. Un quadro che adesso si completa con il campione di Oliena.
Mario Frongia
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