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Biagioni sfida Giorico: «Vinceremo»

di Dario Budroni
Biagioni sfida Giorico: «Vinceremo»

Il tecnico dei bianchi contro l’Arzachena dell’ex mister dell’Olbia. In ballo ci sono i playoff. «Lega Pro? Vedremo...»

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OLBIA. Oberdan. Il medicinale che guarisce i mali di inizio stagione. Stavolta ci ha impiegato più tempo, si è scontrato con problemi tosti e sempre in agguato, ma alla fine ha preso l’Olbia e l’ha portata lassù dove svolazzano le grandi. Oberdan Biagioni ha spinto la squadra dritta al terzo posto. Ma con umiltà ci tiene a spalmare tutti i meriti sulla corazza di gruppo che ha avuto la capacità di ascoltarlo e di lavorare sodo. L’allenatore dell’Olbia, però, adesso chiede a tutti di mantenere i piedi incollati al pavimento. Il motivo è tutto qua: «La classifica è cortissima, basta un solo passo falso per tornare indietro». E quindi nervi saldi e testa sulle spalle. Domenica toccherà giocare il derby di Arzachena. Gli smeraldini di Mauro Giorico, allenatore che lui stesso sostituì nel Natale 2013 sulla panchina bianca, sono carichi e particolarmente ambiziosi. In classifica hanno 4 punti in meno. E anche loro hanno una voglia matta di centrare i playoff.

Ed eccoci all’ultimo derby di campionato. Potrebbe essere decisivo.

«Esatto. I derby sono una nota dolente di questa squadra. Io non ne ho vinto nemmeno uno, quindi ora andremo lì per fare la partita con l’obiettivo di vincere. Questo è fuori discussione. Poi sarà il campo a parlare. Sappiamo benissimo che l’Arzachena è una squadra molto forte e che non molla mai».

E il 10 maggio, ultima di campionato, incontrerete la Lupa Castelli, che è già promossa.

«A dir la verità non sto pensando alla Lupa, la gara decisiva sarà quella di Arzachena. Voglio il massimo».

Ad Arzachena mancherà Daniele Molino. Al suo posto ci sarà Marco Moro?

«La formazione la faccio la domenica mattina, non in mezzo alla settimana. Mancherà Daniele, però la rosa è molto lunga e ci sono tanti ragazzi che possono dare un grosso contributo».

Quanto sono importanti i playoff?

«Quello si vedrà dopo. Comunque ci saranno diverse squadre che avranno qualche problema di iscrizione in Lega Pro. Quindi centrare i playoff e compiere un buon cammino significherebbe avere qualche chance. Ma a parte questo sarebbe importante migliorarsi rispetto allo scorso anno. Arrivammo quarti, stavolta vogliamo arrivare terzi».

Più volte lei ha parlato delle difficoltà riscontrare nel dare una svolta alla squadra.

«L’anno scorso fu più semplice, era un problema di risultati. Questa volta invece è stato tutto più difficile, in generale. Anche sul piano fisico. Poi abbiamo cambiato diversi giocatori e cercato il nostro equilibrio. Ma il merito va alla professionalità della squadra, perché ha saputo lavorare seriamente dando sempre il massimo».

Lei è sempre arrivato a stagione in corso. Le piacerebbe allenare l’Olbia dall’inizio?

«Sì che mi piacerebbe. È importante lavorare fin dal principio allestendo la squadra. Poi non si sa mai, le cose possono sempre andare diversamente. Però sicuramente mi piacerebbe».

E le piace stare a Olbia?

«Certo, anche se vivo poco la città. Vivo tra il campo e l’hotel. E non ascolto mai i commenti, perché le voci girano come il vento. Ormai ho la pelle di coccodrillo, sono stato giocatore per molti anni e ora sono aspirante allenatore, perché non mi sento di certo arrivato. Adesso mi godo questo momento con la consapevolezza che il nemico è sempre dietro l’angolo».

Cosa ne pensa di quei giocatori che sono esplosi, tipo Khali?

«Sono contento di lui, anche se può dare ancora di più. Ma sono anche contento dei gol di Molino, Mastinu, Budroni, che ha giocato di meno, di La Cava, per quel poco che l’ho avuto. Ma se un attaccante fa gol è grazie a tutta la squadra. Il centrocampo e la difesa stanno facendo grandi cose».

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