Banco inarrestabile La finale ora è a un passo
I biancoblù dominano l’ultimo quarto e sono in vantaggio 3-1 su Milano
SASSARI. Ne manca una. Tre a uno, la Dinamo è a 40' dalla finale scudetto, Milano è crollata nell'ultimo quarto. Anzi, è totalmente andata fuori di testa, appena 10 punti segnati, Hackett che dà vita a uno show indegno contro gli arbitri in occasione del quinto fallo. Domani si torna al Forum ed è il primo, clamoroso match-ball per i biancoblù che se lo hanno costruito con pazienza, facendo a botte e sportellate contro la squadra più grossa, lunga e muscolosa del campionato. Non solo ieri, ma costantemente in questa serie, giocata senza grandi percentuali al tiro e senza nemmeno grandi corse in contropiede.
A muso duro. Milano ha mostrato i muscoli per metà gara, ha portato la partita al suo ritmo, ha messo le mani addosso in difesa, cercando di prendersi di forza la partita. Il Banco ha resistito aggrappato ai muscoli di Sanders, l'uomo per il quale ancora Milano non ha trovato la risposta, e sospinto dalla straordinaria energia di Lawal (12 punti e 6 rimbalzi all'intervallo). All'ultimo momento Meo Sacchetti ha dovuto rinunciare a Kenny Kadji, rientrato improvvisamente in Camerun per problemi di famiglia, e ha ripescato dall'oblio il senegalese Mbodj che a sorpresa è stato uno dei protagonisti. Banchi ha provato a inventarsi qualcosa all'inizio, con Ragland in quintetto al posto di Moss, e durante il match, con quintetti perimetrali con Melli numero 5 quando Samuels, in evidente debito d'ossigeno, pagava dazio a Lawal. Non ci sono mai stati grandi break, Milano è stata avanti di 5-6 punti al massimo (18-23, 43-49), il Banco ha sempre avuto la freddezza di riportarsi sotto. Anche in una giornata nella quale ha sprecato qualcosa come 12 tiri liberi.
La battaglia. Colpo su colpo, canestro su canestro. Senza soluzione di continuità, con grande fatica da entrambe le parti per trovare un tiro pulito. Milano ha armato subito il cannone di Samuels e Gentile e all'inizio ha funzionato. Ma il giamaicano ben presto è andato in riserva, Gentile ha mandato in scena troppo presto uno show personale solo contro tutti e alla lunga ha deragliato. La Dinamo, nel primo tempo, ha avuto poco dalle guardie: 3 punti Logan, 4 Sosa, nemmeno uno Dyson. Sosa ha avuto comunque il merito di infilare sulla sirena una tripla che ha limitato i danni di un primo quarto sofferto (21-23), ma per vedere il tradizionale show abbiamo dovuto aspettare l'ultimo quarto. Nel terzo, la Dinamo ha cominciato con due palle perse che hanno scatenato il contropiede di Milano e costretto coach Meo a chiamare time-out dopo 1', ha rimesso i conti a posto con Logan e Sosa e ha trovato un aiuto, forse insperato, da Mbodj nel finale: stoppata, schiacciata, fallo subito e 2/2 ai liberi. In mezzo, l'ingresso sontuoso nella serie di Jack Devecchi in versione Ministro della difesa e il contributo di Brian Sacchetti. Banco avanti 60-57, Milano ha barcollato.
Rottura prolungata. Quella di Milano, che smette di fare canestro e comincia anche a perdere la testa. Le facce in campo sono inequivocabili, si vede qualche tiro rifiutato, i giocatori cominciano ad avere glki occhi bassi. Il Banco comincia con 5 punti di Logan e va al suo massimo vantaggio (66-57), sul 66-58, dopo un fischio per flopping a Logan, butta via due palloni e viene punito da una gran tripla di Gentile, a 4' dalla sirena la partita è ancora in bilico, 66-63. Tutto da rifare e il Banco è ancora lì, pronto a ripartire mentre l'Armani ha gli occhi della mucca, segna solo 4 punti e fa anche l'errore di perdere Logan in difesa. La tripla arriva puntuale e chiude il match (74-65), poi c'è l'incredibile scena di Hackett che vuole farsi giustizia sommaria con gli arbitri.
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