La Dinamo scommette su Varnado
Ufficiale l’acquisto del centro americano, grande stoppatore, stella all’università ma mai esploso tra i professionisti
SASSARI. Gli azzardi no, ma le scommesse piacciono da morire. La Dinamo puntella l’area colorata mettendo sotto contratto Jarvis Varnado, centro americano di 27 anni, alto 2,06 per 104 chilogrammi.
Spaventoso intimidatore dotato di un’aperura di braccia di 225 centimetri (è stato il miglior stoppatore, o tra i migliori, in tutti i campionati in cui ha giocato), buon rimbalzista e poco altro. Un prospetto con una discreta esperienza anche ad alti livelli (37 presenze in Nba, ma con quattro maglie differenti), da sempre sul punto di esplodere ma che non ha mai veramente trovato la sua dimensione.
Come con Shane Lawal lo scorso anno, la Dinamo scommette su un giocatore dinamico ma in realtà tutto da affinare e scoprire. L’anno scorso la fame del centro di origine nigeriana e “l’effetto Sacchetti” fecero esplodere Lawal: ora la società biancoblù si attende qualcosa di simile.
Varnado, nato a Brownsville (Tennessee) il primo marzo 1988, si è formato all’università di Mississipi State, prendendo parte al campionato NCAA nella South East Conference (SEC), sbriciolando tutti i record relativi alle stoppate: sia quelle totali che quelle fatte registrare in una singola stagione dell'intera Divison 1 Ncaa. Per tre stagioni consecutive, dal 2008 al 2010, è stato nominato difensore dell'anno nella sua conference; successivamente ha eguagliato e poi superato il record di Shaquille O’Neal, venendo eletto nel 2009 l’Mvp della sua conference. Insieme a David Robinson, è uno dei due giocatori nella storia Ncaa ad aver chiuso la carriera collegiale con almeno mille punti, mille rimbalzi e 500 stoppate.
Scelto nel Draft Nba dai Miami Heat al secondo giro (numero 41), tra i professionisti non è riuscito a essere protagonista come all’università. Dopo un anno positivo in Legadue con Pistoia, ha giocato con l’Hapoel Gerusalemme e nella Virtus Roma (14 gare con 10,4 punti, 6,4 rimbalzi e 2,1 stoppate in 23,6 minuti). Nel 2012 è iniziata la sua avventura in Nba, senza mai esplodere: prima con i Miami Heat (senza mai esordire), poi con i Boston Celtics, poi ancora Miami (8 gare), un passaggio in D.League con i Sioux Falls Skyforce e l’anno successivo con l’ Iowa Energy, dove si piazza al primo posto come miglior stoppatore e al secondo come rimbalzista. Poi una presenza con i Chicago Bulls e 23 con i Philadelphia 76ers, dove riesce a giocare 14 minuti a partita con 4,1 punti, 2,6 rimbalzi e 1,2 stoppate a partita.
L’anno scorso, non essendo riuscito a trovare un contratto in Nba, passa ai Los Angeles Defenders in D-League con cui gioca appena 8 partite. Ad aprile si trasferisce in Portorico con i Piratas de Quebradillas.
In attesa di conoscere le nuove mosse di mercato, la Dinamo ha dunque scelto di puntare un bel gruzzolo su un “grande deluso”, una promessa dotata di grandi mezzi mai in grado di esplodere.
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