Meo Sacchetti: «Una Dinamo solida e con più testa»
Il coach campione d’Italia è soddisfatto della nuova fuoriserie biancoblù: «Stipcevic e Marconato fondamentali per crescere»
SASSARI. «Sono molto soddisfatto della squadra che la società mi ha messo a disposizione, e quest’anno abbiamo inserito nel roster due giocatori che hanno qualcosa di diverso, al di là delle qualità tecniche».
Meo Sacchetti si gode gli ultimi scampoli delle ferie più brevi della sua carriera (neppure due mesi) e si prepara a mettersi al volante della nuova fuoriserie biancoblù. Per il secondo anno consecutivo il roster della Dinamo è stata in gran parte rifondato ma per il tecnico campione d’Italia non esistono problemi di sorta. «Tra esigenze di bilancio e scelte varie non potevamo tenere tutti – sottolinea Sacchetti, che compirà 62 anni venerdì, alla vigilia della partenza per il ritiro al Geovillage di Olbia –. Sono molto contento del tipo di squadra che è venuta fuori dal mercato. Abbiamo leggermente cambiato assetto, perdendo probabilmente un po’ di atletismo nel reparto piccoli. Ma là davanti, dalle ali in su, abbiamo moltissima forza fisica. Sembra una situazione interessante, insomma».
Quella della stagione che sta per iniziare è forse una Dinamo che “somiglia” di più al suo coach rispetto a quella del triplete: nel senso che con Marquez Haynes e Rok Stipcevic ora non si può certo dire che non ci sia un play di ruolo. «Sì, questo è vero, ma non è soltanto una questione di play. Abbiamo a disposizione giocatori di grande personalità, un roster lungo e un’ottima varietà di scelte».
Ora resta solo da assemblare il tutto. Cosa che l’anno scorso non fu poi così semplice, anche se alla fine i risultati hanno premiato le scelte del club sassarese. «Ci sarà da lavorare ed è anche da questo punto di vista che mi interessa vedere la personalità dei giocatori. Ma prima iniziamo a lavorare, poi ne parliamo».
Salutato lo storico capitano Manuel Vanuzzo, saltata la trattativa con Nika Metreveli per scogli burocratici non aggirabili a breve termine, la scelta finale relativa al lungo che “chiude” il roster è caduta sul quarantenne Denis Marconato. «Nonostante l’età il suo valore come giocatore non si discute – sottolinea Meo Sacchetti –, ma ciò che mi piace ancor di più è il fatto che con questo tipo di innesto abbiamo tra noi un giocatore che ha già vinto tantissimo e sa come si vince anche a livello europeo. Come nel caso di Stipcevic, oltre le qualità sul parquet c’è qualcosa in più a livello di esperienza che può farci molto comodo».
La fisicità, uno degli elementi principali sui quali la Dinamo ha puntato, è “obbligatoria” per provare ad andare avanti in Eurolega, dopo l’esperienza piuttosto difficile dello scorso anno. «L’anno scorso abbiamo pagato anche lo scotto del noviziato e comunque è stata un’esperienza estremamente formativa per tutti noi. L’impatto fisico è molto importante, crediamo di averlo e ora si tratta di vedere anche a livello di pallacanestro cosa riusciamo a fare».
Più testa, dunque, e migliori letture. Questo, almeno sulla carta, è ciò che la Dinamo dovrebbe trovare con l’addio a tre dei protagonisti della stagione scorsa, ovvero Dyson, Sosa e Sanders: capaci di risolvere da soli persino le partite più difficili, o di entrare improvvisamente e senza particolari ragioni in un tunnel fatto di autolesionismo e di danni per la squadra. Per fortuna della Dinamo e dei suoi tifosi, al momento del dunque l’aspetto positivo è stato nettamente preponderante e questa è una piccola grande medaglia da appuntare al petto di coach Sacchetti: il quale, anche nei momenti più difficili e nelle situazioni più disperate, ha sempre dato fiducia ai suoi geni sregolati, recuperando anche situazioni quasi irrecuperabili.
Quest’anno, secondo gli intendimenti della società e le speranze del coach, il punto di partenza sarà migliorare le famose letture delle situazioni in campo.
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