«Piano con i giudizi, ma è già una Dinamo che mi piace»
Basket, coach Meo Sacchetti fa il punto sulla preparazione «Ho visto cose interessanti, ora vediamo i test sul campo»
SASSARI. Dallo scudetto tricolore alla fascia di Miss Sardegna, il tutto nel pieno di un ritiro precampionato che procede con tanto sudore e molta serenità. Meo Sacchetti, coach campione d’Italia, papà di cotanto figlio, ora è ora anche “suocero d’arte”, dato che Manuela, la compagna di Brian, è stata appena eletta reginetta della bellezza isolana. E mentre il gruppo biancoblù lavora duro per preparare una stagione che si annuncia estremamente impegnativa, in casa Dinamo c’è anche tempo per godersi quest’altro trionfo. «Non voglio essere banale nè ipocrita e dire che non ci interessava – sorride Meo Sacchetti –. Abbiamo seguito la finale e abbiamo fatto il tifo per lei. Come una finale nello sport, una volta che sei là ti interessa solo arrivare primo e mi fa molto piacere che Manuela sia stata eletta Miss Sardegna».
Niente paura, comunque, Sacchetti junior lavora duro come gli altri compagni e resta concentrato sulle tabelle stilate dal preparatore e dallo staff tecnico. Intanto però, dopo quasi due settimane di preparazione, è arrivato il tempo delle prime verifiche sul campo. «Abbiamo svolto soprattutto un lavoro di prevenzione e di carico – sottolinea il coach nato ad Altamura, che guiderà la Dinamo per il settimo anno consecutivo –. Stiamo iniziando piano piano a scoprire le qualità individuali. Ovviamente conoscevamo vita morte e miracoli di ciascun giocatore, ma un conto è leggere le schede e vedere i video, un’altra cosa è lavorarci insieme quotidianamente».
Le prime sensazioni quali sono? «Abbiamo abbastanza esperienza per non farci prendere dall’entusiasmo troppo presto – dice Sacchetti – ma è chiaro che a questi livelli si vedono giocatori con un livello di atletismo fuori dal comune e anche con una capacità di leggere le situazioni a cui difficilmente si è abituati. Quindi andiamo con i piedi di piombo ma certamente qualcosa si vede. Ora aspettiamo anche di vedere i passi avanti a livello di gruppo, perché poi ciò che conta davvero è il modo in cui ogni singolo si metterà a disposizione del gruppo, magari rinunciando a qualcosina a livello personale, ma appunto con un beneficio maggiore per il collettivo».
Il gruppo dell’ultima stagione ha raggiunto picchi estremi ma non è stato semplice da gestire. Per quanto riguarda la Dinamo 2015-’16 c’è già qualche segnale? «Per il momento non ho nulla di particolare da segnalare – sottolinea il coach – ma ormai anche noi, dopo 5 anni nella massima serie in costante crescita, abbiamo maturato un certo tipo di esperienza a livello gestionale. Trovarsi male nel nostro gruppo, che non è certo composto da musoni, peraltro è abbastanza difficile...».
Arrivata quasi al termine della seconda settimana di lavoro, e dopo avere “assaggiato” la palla a spicchi solo in famiglia, la Dinamo si prepara ora ad affrontare i primi test precampionato: si parte subito con match di alto livello, sabato e domenica con il Torneo Geovillage, al quale prendono parte Bamberg, Avellino e Darussafaka. «Dobbiamo sfruttare al meglio queste opportunità, perché al di là del risultato, giocando partite di buon livello si riesce subito a capire dove eventualmente lavorare di più o correggere il lavoro. Gli stessi giocatori hanno voglia e interesse a mettersi in mostra e fare bella figura. Anche a me interessa iniziare a vedere di che pasta siamo fatti».
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