L’Italia ci crede e punta decisa al colpo grosso
Intervista con il ct azzurro Simone Pianigiani: «Dietro la Francia c’è tanto equilibrio»
TRIESTE. Comincia domani Eurobasket 2015, l’Italia parte ambiziosa anche se c’è qualche nodo tattico che il ct azzurro Simone Pianigiani deve ancora sciogliere. Proprio lui ci apre la finestra sulla rassegna che il prossimo 20 settembre assegnerà il titolo a Lille. Le partite del girone azzurro si giocheranno a Berlino.
Parte un Europeo preolimpico: cosa vedremo?
«La formula, la forza delle squadre, l’equilibrio diffuso che c’è in Europa lo rende molto imprevedibile. Anche se poi valori assoluti ci sono e alla fine emergeranno».
Tipo?
«La Francia attualmente ha una marcia in più, ma in un’ipotetica griglia ideale ci sono anche Serbia, Grecia e Spagna. Parlavo di equilibrio diffuso e quindi ci metto dentro anche Lituania, Croazia, Turchia e Germania».
La nuova formula del torneo prevede partite a eliminazione diretta già dopo la prima fase.
«E questo cambia tutto. L’abbiamo già vista al Mondiale dell’anno scorso e basta un esempio: la Grecia aveva giocato la prima fase in stato di grazia, agli ottavi in gara secca è stata invece eliminata dalla Serbia arrivata quarta nel suo girone; quella Serbia a cui nessuno pronosticava un percorso e che invece è arrivata in finale, battuta solo dagli Stati Uniti».
Dobbiamo aspettarci qualche sorpresa, dunque?
«Sì, senz’altro. Ma prevedere chi lo sarà, oggi è impossibile. Basta vedere nel nostro girone, del resto: ci sono cinque squadre di esperienza e di livello, almeno un paio di queste non arriveranno neanche fra le prime otto».
Diamo uno sguardo rapido proprio alle nostre avversarie del girone.
«La Serbia e la Spagna hanno un gioco superiore. Non sono inattaccabili nella singola partita, però nessuno può pensare che restino fuori alla fine del girone. In quanto alla Turchia, ha qualità in giocatori chiave, tutti di livello mondiale. È solida e a Berlino giocherà praticamente in casa, vista la numerosa comunità turca che ci vive. Poi la Germania, che in casa ci gioca davvero: ha una fisicità pazzesca, difende in maniera impressionante e ha in attacco la classe assoluta di uno come Nowitzki, ancora in grado di fare la differenza. L’Islanda ha una durezza difensiva straordinaria, con giocatori senza troppa taglia, ma intensi e di buona mira dall’arco. Se chi li affronta non è sveglio, può passare guai seri».
E arriviamo all’Italia. Alla vigilia del via, a che punto siete?
«Di positivo c’è che i ragazzi nella preparazione ci hanno dato dentro senza risparmiarsi. E senza creare neanche un problema. Ma arriviamo a Berlino senza tante certezze: al completo non abbiamo fatto che pochi allenamenti e qualche spezzone di partita, più di una cosa dobbiamo andare a scoprirla proprio nel torneo. Mi conforta che un’idea di gioco c’è e quando la seguiamo siamo in grado di produrre. Però ci sono ancora momenti in cui abbiamo cali mentali: li dovremo eliminare, l’aggressività non si può mai perdere in un torneo in cui giochi cinque partite in sei giorni».
Delicato pare l’inserimento di Bargnani, che spesso sembra parlare un altro linguaggio tattico, rispetto ai compagni.
«Andrea per noi dev’essere un valore aggiunto, la capacità di sfruttarlo al meglio da parte della squadra ci può dare vantaggi importanti. Questo concetto lo abbiamo tutti ben chiaro, però abbiamo potuto provare poco le soluzioni adatte, per vari motivi. Dovremo saperci adattare alle situazioni: se c’è lui in campo si fanno certe cose, se non c’è bisogna farne altre».
Si comincia con la Turchia, domani.
«Esordio che può condizionare gli umori, gli equilibri e quindi il cammino immediato. Dal punto di vista tecnico la Turchia ci farà di tutto e di più, per farci perdere ritmo e filo del gioco. La nostra capacità di leggere i cambiamenti in corsa, farci trovare pronti e saperli gestire sarà una chiave importante del match».
Obiettivo dell’Italia?
«Arrivare agli ottavi possibilmente fra le prime tre, per evitare la Francia. Se riuscissimo a farlo, dopo ce la giocheremmo alla pari con chiunque».
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