«Non sarà semplice ma il Cagliari tornerà subito in A»
L’ex Marco Sanna incoraggia i rossoblù: «Sono i favoriti Domenica col Cesena dovranno ribadirlo sul campo»
CAGLIARI. I colori rossoblù li ha portati sulle spalle con orgoglio per tanti anni. Con la maglia del Cagliari ha ottenuto la promozione in serie A nella stagione 1997-’98 ed è arrivato alla semifinale di Coppa Uefa. Di lui tanti ricordano la marcatura su Roberto Baggio, che cancellò dal campo con una prestazione maiuscola. Marco Sanna, mediano dai polmoni di ferro, ora segue la sua ex squadra in televisione. «Mi capita di alzare la voce qualche volta - racconta - se vedo degli errori. La scorsa stagione ho sofferto per la retrocessione».
Partiamo dall’etichetta che tutti hanno dato al Cagliari: la Juventus della B. Vincerà il campionato facilmente come hanno fatto i bianconeri in questi anni?
«No. La serie B è un torneo difficilissimo nel quale ci sono tante squadre attrezzate per puntare alla serie A. Quello rossoblù, però, è un progetto serio, che ha basi solide. La squadra è stata costruita bene».
Paragoni con la squadra del 1997-98?
«Non si possono fare perchè in quella rosa c’erano tanti calciatori navigati. Adesso i giovani sono molti e tutti bravi».
Che idea si è fatto dopo sei giornate di campionato?
«E’ presto per dare dei giudizi attendibili. La classifica non si è delineata. Sono emersi dei problemi in difesa ma credo sia normale quando sei costretto ad adattare dei giocatori. Lo so per esperienza, quando giochi fuori ruolo, inconsciamente, cala l’attenzione».
Qual è il reparto migliore?
«Qui non ho dubbi: l’attacco. Sau e Melchiorri fanno la differenza. E in queste prime partite se il Cagliari ha vinto alcune gare lo deve alla capacità realizzativa delle sue punte».
Conosce Giulini?
«No. Però ho conosciuto Mario Beretta. L’impressione che ne ho ricavato è stato più che positiva. Ha le idee chiare, sa tanto di calcio. Il presidente ha messo nelle mani giuste il settore giovanile. E credo che i suoi consigli saranno preziosi anche per la prima squadra».
Il Cagliari è o no la squadra favorita del torneo?
«Lo è per l’organico su cui può contare. Ma la strada da percorrere è tanta. C’è entusiasmo e c’è una cosa che mi ha colpito dei giocatori».
Quale?
«Sono convinti e consapevoli delle loro potenzialità. E’ un grande vantaggio, anche se bisogna sempre restare con i piedi per terra e non dare nulla di scontato. Tanto meno in un campionato nel quale tutti gli anni ci sono delle sorprese».
Domenica la sfida al vertice col Cesena. E’ già una partita fondamentale?
«Per niente, comunque vada a finire. Una bella sfida, uno stimolo per dimostrare di essere più forti di una diretta concorrente. So che mancheranno tanti giocatori ma il Cagliari ha le potenzialità per prendersi i tre punti».
La serie B di oggi è diversa da quella dei suoi tempi?
«E’ difficile fare dei paragoni. Però una cosa mi sento di dirla: quando abbiamo vinto noi c’erano squadre con giocatori che non avrebbero sfigurato in A. Era un torneo con tanti calciatori esperti. Adesso è un campionato di giovani. Un trampolino di lancio. Basti pensare a Verratti, Insigne e Immobile, ne hanno fatta di strada dopo la B».
Che effetto le fa vedere il Cagliari in B?
«Bruttissimo. La serie A è un patrimonio che la Sardegna deve riprendersi subito. Il presidente Giulini lo ha capito e sta lavorando bene per centrare l’obiettivo. Il mio augurio è quello di fare festa alla fine della stagione».
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