Un fuscello sassarese fa meraviglie alla Barcolana 2015

Paolo Bua sul suo Share 240 stava per beffare Paul Cayard. «Eravamo velocissimi, abbiamo dominato in tre categorie»

SASSARI. Ha girato la prima boa davanti a gente come Paul Cayard, e alla fine su internet gli appassionati di vela di tutto il mondo hanno parlato più di lui, applaudendolo, che dei celebrati assi. E’ stata eccezionale la prestazione alla Barcolana di Trieste del sassarese Paolo Bua, sul suo Share 640 Zerstoren.

Lo Share è una barca in sandwich di schiuma e fibra di vetro, costruita in infusione su disegni dello stesso Paolo Bua. Il progetto è stato commissionato dai costruttori Antonio Scarpa e Adriano Condello. Quest'ultimo, che lavora per la veleria Eurosail, ha realizzato il gioco di vele di Zerstoren. La barca è lunga 6 metri e 45, ha una larghezza di 2 metri e mezzo, un pescaggio di poco più di 2 metri, un peso di 450 chili. Il progettista Paolo Bua è nato a Sassari il 9 aprile del 79. Ha studiato architettura navale a La Spezia, ma dice di aver acquisito il suo bagaglio professionale principalmente navigando e studiando autonomamente.

Alla Barcolana 2015 Zerstoren ha stabilito un record, girando la prima boa al quinto posto su oltre 1700 barche in gara. La prima volta, per una barca iscritta nella categoria delle più piccole. Ma a Trieste quest'anno lo Share 640 ne ha combinate di tutti i colori.

Per metà del primo lato è stata davanti a tutti. Alla fine ha vinto nella sua categoria, ed è arrivata davanti anche alle barche iscritte nelle due successive categorie.

Ma ecco il racconto di Paolo Bua sulla sua avventura nel regno della Bora: “A bordo con me c’erano Antonio Scarpa e Adriano Condello, velaio e gran timoniere. Corriamo nella categoria delle più piccole, con almeno 1600 barche più grandi di noi sulla linea. Partire bene non è compito facile. Il primo lato è in poppa, prepariamo un piano molto semplice: partire al massimo, far correre la barca – racconta Paolo Bua –. Al colpo di cannone issiamo il gennaker e via in planata a 15 nodi, arrivederci a tutti. Navighiamo tutto il lato di poppa liberi e veloci, in planata costante; per un bel pezzo nessuno riesce a tenere il nostro passo. Alla prima boa lottiamo per il quinto posto con Paul Cayard, che corre su un Frers 65 piedi da regata. Non possono accettare di vederci davanti a loro, ritardano l'ammainata e vanno lunghi in boa, noi li passiamo all'interno. Poi arriva la bolina e le barche più grandi si prendono la rivincita. Ma chiudiamo al 73esimo posto in generale, vinciamo nella nostra categoria e nelle due successive. E' la quarta vittoria consecutiva alla Barcolana per uno Share 640, ma questa volta abbiamo dimostrato davvero quanto siamo veloci”.

Lo Share 640 «sassarese» ha un futuro: è una barca carrellabile, verrà prodotta in serie a partire da gennaio, da un cantiere svizzero, con il nome di Xo Racer. Sarà presentata ufficialmente come barca di serie a dicembre, al salone di Parigi.

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