David Logan non tradisce, la Dinamo deve ripartire da lui
SASSARI. Se non ci fossero alcune solide certezze alle quali appigliarsi, qualche brutto pensiero si potrebbe anche fare. Invece non è tutto un disastro, quello che viene fuori dalla batosta subita...
SASSARI. Se non ci fossero alcune solide certezze alle quali appigliarsi, qualche brutto pensiero si potrebbe anche fare. Invece non è tutto un disastro, quello che viene fuori dalla batosta subita contro il Cska Mosca, serissima candidata alla vittoria finale dell’Eurolega. La certezza più grande si chiama David Logan, che ha risposto “presente”, alla sua maniera, ai dubbi insinuati dopo l’esordio di una settimana fa a Istanbul. Devastante in campionato, troppo spesso in apnea in Eurolega, come gli era già capitato lo scorso anno. Invece ieri l’ex giocatore dell’Alba Berlino ha impegato un battito di ciglia ad accendersi e a trascinare la Dinamo in un primo quarto che verrà comunque ricordato a lungo. Difesa, recuperi e canestri come se piovesse: 8 punti messi a segno nei primi 5 minuti di gioco, poi ancora una tripla e due tiri liberi: 13 punti nel solo primo quarto, chiuso dai sassaresi con un punto di vantaggio. E alla fine 20 punti, 5 assist, 4 recuperi e due rimbalzi. Unico neo, 6 palle perse, che vanno ad aggiugersi alle 5 perse da Haynes ed Eyenga.
È proprio questo uno dei difetti principali della Dinamo vista sinora, che ha ancora una regia che va a singhiozzo.
Alexander gioca un po’ troppo a sprazzi, e lo stesso Eyenga può certamente rendere di più. Ma al momento le note dolenti restano il play titolare, Haynes, e il quattro: Brent Petway conferma di essere ancora un pesce fuor d’acqua, con uno sguardo spaesato - quasi assente - che ricorda vagamente quello di Jerome Dayson nel momento peggiore della sua stagione.
è dal fuoco di Logan e dalla carica di Stipcevic che la Dinamo deve ripartire. Sperando, ovviamente, che anche gli oggetti misteriosi escano dal tunnel.
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