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«L’unico buco è stato con Brindisi»

Il gm Federico Pasquini: gli ultimi 50’’ di Istanbul sono stati troppo condizionanti

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SASSARI. «Finora le cose stanno andando più o meno come mi aspettavo, ci è mancata soprattutto dal punto di vista emotivo la capacità di resettare». Il gm biancoblù Federico Pasquini analizza così il primo mese (scarso) della nuova stagione: «Contro Brindisi ci siamo portati indietro gli ultimi 50 secondi della partita col Darussafaka e siamo andati subito sotto di 17, compromettendo la partita – aggiunge –. E quella sconfitta in casa è stata l’unica vera pecca fino a questo momento, a Cantù abbiamo giocato una partita vera, ricacciando sempre indietro gli avversari, a Istanbul la partita l’abbiamo buttata via nell’ultimo minuto. Col Cska abbiamo giocato un ottimo primo quarto ma era utopistico che, in ottobre, potessimo avere più di dieci minuti come quelli. Ho visto comunque una squadra che ha voluto provarci».

Il percorso della Dinamo di quest’anno è però opposto rispetto a quello dell’anno scorso: «Avevamo tanti giocatori protagonisti. Ora invece abbiamo gente che, dopo alcuni anni nei quali partivano dalla panchina e giocavano 17-18 minuti, devono adattarsi al nuovo ruolo e alle cose che noi chiediamo a loro – commenta Pasquini –. E finisce che si mettono troppa pressione da soli. In questi casi per fare lo step le strade sono due: o sei molto forte mentalmente e trovi dentro di te le forze, oppure ti serve un “clic” che faccia scattare qualcosa, come per esempio una buona partita. Per Stipcevic, Logan o Eyenga, abituati ad avere un ruolo centrale, è facile ripartire da una prestazione sotto tono. Per gli altri è diverso, noi dobbiamo soprattutto aiutarli a non frustarsi da soli».

Il caso più eclatante è quello di Bren Petway, anchevenerdìfuori fase dopo un buon inizio: «Lui ha la frustrazione di uno che pensa troppo, noi vogliamo aiutarlo a vivere senza ansia, gli diciamo solo di stare tranquillo. Quello che vediamo da lui e Haynes in allenamento è ben diverso da quello che poi vediamo in partita. Similitudini coi momenti bui di Dyson? In parte, perché comunque Dyson è un protagonista e aveva un certo passato dietro che lo aiutava».

«Sono sereno – chiude Pasquini –, senza quei 50’’ di Istanbul sono sicuro che ora saremmo con una vittoria e una sconfitta in Euroleague e tre vittorie a zero in campionato. Mi aspettavo magari che fossimo più forti con la testa e potessimo resettare meglio, ma credetemi, se parte il “clic” giusto ne riparliamo».(r.s.)

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