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Samantha: cinquanta, e non sentirli

Samantha: cinquanta, e non sentirli

Prahalis, play del Cus Cagliari, minimizza il suo exploit. «L’importante è vincere»

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CAGLIARI. Nella A1 femminile di basket l Cus Cagliari Energit ha espugnato il parquet del Geas Milano, conquistando, contro una diretta concorrente per la salvezza, la sua seconda vittoria stagionale, ma a fare notizia è stato lo show personale di Samantha Prahalis, che con i suoi 50 punti ha confermato la sua straordinaria classe.

10/17 da 2, 5/7 da 3 e 15/15 ai liberi: il play di New York ha giocato una partita pressoché perfetta, facendo impazzire la retroguardia milanese che non ha potuto contenere la sua verve agonistica.

Classe 1990, il play di Commack (New York) è stata prima scelta nel draft 2012 Wnba dove ha poi giocato per tre anni consecutivi. Dopo i primi passi nel Commack High School, al college ha difeso i colori di ’Ohio State e poi ha iniziato la sua carriera a Phoenix, nel Mercury dove ha giocato con la straordinaria Diana Taurasi, poi un anno nel Liberty New York e successivamente nell’Atlanta Dream, nei Los Angeles Sparks e nella formazione rumena del Sepsi.

Da qualche mese ha iniziato l’avventura in Sardegna e nel campionato italiano. “Adoro New York, niente è come la Grande Mela -dichiara Prahalis- ma Cagliari è una città molto bella e la sua gente mi ha subito accolto con calore. L’ho scelta perché il campionato italiano mi incuriosiva e parlando con coach Restivo ho capito che era la scelta giusta”.

Da quando a soli cinque anni si dilettava con la palla a spicchi seguendo il padre allenatore di basket, Sammy, come viene chiamata, ne ha fatta di strada e se a tutti quella di domenica può sembrare una serata eccezionale, per lei non è una novità. “Ho realizzato 50 punti quando ero ancora alla high school e 42 alla Ohio State University –continua il play- Sono molto contenta di aver fatto una prestazione record nella serie A italiana, ma la mia più grande felicità è il fatto che siamo riuscite a vincere questa partita. Sentivo che stavo segnando molto, ma ero concentrata sul match e non sulla mia prestazione personale”.

Un mix tra Jason Williams, Allen Iverson, Pistol Pete, Steve Nash e Stephen Curry si definisce il play a stelle e strisce che confessa di “avere fame di vittorie. Il mio gioco è libero, posso tirare o passare la palla, il problema è che sono molto critica con me stessa e quando sbaglio divento pazza”.

Il Cus Cagliari in lei ha trovato una stella, un punto di riferimento per centrare quanto prima l’obiettivo salvezza, ma Prahalis ha le idee più chiare. “Il mio obiettivo è arrivare ai playoff e tentare di vincerli –chiude Prahalis- Voglio esaltare e far divertire le persone che vengono a vedermi giocare e soprattutto voglio che la mia famiglia sia sempre più orgogliosa di me”.

Maria Grazia Pais

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