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Una scommessa che ancora non paga

di Roberto Sanna
Una scommessa che ancora non paga

I gregari sono rimasti tali, il gioco non decolla anche se ci sono ampi margini

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SASSARI. La scommessa finora non ha pagato. Il progetto era intrigante, una società come la Dinamo se vuole darsi una certa dimensione europea deve aprire nuovi fronti e inventarsi percorsi particolari. L’idea, appunto, era cercare giocatori già abituali frequentatori dell’Eurolega partendo dalla panchina di squadre importanti e portarli a un upgrade, trasformarli in protagonisti in prima persona. In più, dare più ordine al gioco dopo una stagione trascorsa a dipendere dalle lune della stella di turno.

Di tutto questo, nulla si è visto. E se è vero che la situazione in classifica è fluida e c’è tanto tempo per recuperare, le preoccupazioni derivano principalmente dalla bassa qualità del gioco e dagli ampi scarti rimediati nelle sconfitte. Alla fine i gregari sono rimasti tali e sembra non vedano l’ora di cedere la scena a qualcuno che risolva i problemi, mentre più che di gioco organizzato sembra che qualcuno abbia bisogno di essere teleguidato. La paura è ritrovarsi in un clamoroso “misunderstanding”: con Meo Sacchetti i giocatori hanno ampia libertà ma devono essere loro a fare le scelte e quindi devono responsabilizzarsi da soli. E allora aveva ragione il coach nel dopopartita di Bologna parlando di incompatibilità, situazione terribile da qualunque parte la si guardi. C’è anche da dire che intervenire sul mercato non è semplice. Intanto per il discorso economico. Poi perché è facile decidere chi va via ma molto meno scegliere i sostituti, specie a metà novembre nel pieno delle coppe europee. E c’èanche la questione dei tesseramenti: la Dinamo può farne ancora tre ma uno è quello che si lascia libero fino ai playoff. Così restano due colpi e non si possono sbagliare. Proprio per questo il primo passo sarà cercare all’interno tutti i rimedi possibili. Non è semplicissimo ma tante altre volte questo gruppo è rinato dalle sue ceneri. E potrebbe bastare qualche piccolo correttivo per riaprire una stagione ancora lunghissima.

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