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Cucchiarini: per il Capo d’Orso arrivare ai playoff è il minimo

Cucchiarini: per il Capo d’Orso arrivare ai playoff è il minimo

PALAU. Quanti cose rappresenta il numero 7. È il numero atomico dell’azoto, 7 sono i colori dell’arcobaleno, i giorni della settimana, i colli di Roma, i peccati capitali, le meraviglie del mondo. E...

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PALAU. Quanti cose rappresenta il numero 7. È il numero atomico dell’azoto, 7 sono i colori dell’arcobaleno, i giorni della settimana, i colli di Roma, i peccati capitali, le meraviglie del mondo. E sette sono state le settimane che ha dovuto aspettare il Capo d’Orso Palau, dopo sei tie-break consecutivi, per centrare la prima vittoria da tre punti, vincendo per 3-0 sul campo della vicecapolista Sabaudia, nella B2 femminile di pallavolo.

«Finalmente siamo riuscite a sbloccarci – commenta Alessandra Cucchiarini, schiacciatrice quasi 23enne (compirà gli anni il 22 dicembre), alla sua seconda stagione a Palau – e adesso speriamo di continuare così».

Cosa c’è stato di diverso dalle altre partite?

«Non lo so, forse siamo entrate in campo con un altro spirito. Loro peraltro sono una bella squadra, ma noi siamo state più brave a imporci».

Per voi è un punto di arrivo o un punto di partenza in questa stagione?

«Secondo me è assolutamente un punto di partenza. Contro di noi giocano tutti alla morte, ma piano piano stiamo trovando la giusta intesa di squadra. Anche se ogni tanto commettiamo qualche errore di troppo, ci alleniamo bene, con impegno e volontà».

Siete passate dalla lotta per la salvezza a quella per i quartieri alti della classifica, c’è una maggiore pressione?

«No, vogliamo fare il nostro campionato affrontando ogni gara al meglio, e se riusciamo a toglierci qualche bella soddisfazione ben venga. Comunque sia arrivare ai playoff è d’obbligo, perlomeno per me».

Nata a Nocera Umbra, dopo aver sempre giocato fra Umbria e Toscana, come sei arrivata in Sardegna?

«Volevo provare a cambiare totalmente zona, è arrivata la proposta di Palau, così ho deciso di accettare. Mi sono trovata benissimo con la società, una volta che si arriva qui è difficile andarsene, ho scoperto spiagge bellissime. E ho anche trovato l’amore…»

Il tuo fondamentale migliore e quello peggiore?

«Mi piace molto difendere, il peggiore forse il muro».

Un pregio ed un difetto?

«Sono permalosa, ma molto solare».

Non hai neanche 23 anni, dove vuoi arrivare?

«Oddio, vincere un campionato mi piacerebbe. Per adesso pensiamo a questo, poi si vedrà». (red.ol.)

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