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Il Banco alla ricerca del primo sorriso

di Roberto Sanna
Il Banco alla ricerca del primo sorriso

Contro il Maccabi per cancellare lo zero dalla classifica

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SASSARI. Alla ricerca della vittoria di prestigio che può in qualche modo rendere meno amara una campagna europea cominciata con altri presupposti. Sarà anche il peggior Maccabi degli ultimi 15 anni, come è stato definito quasi all’unanimità, visto che si sta preparando a giocare per la prima volta l’Eurocup, ma resta una squadra che in Euroleague ha orgoglio e tradizione. Per la Dinamo è anche la partita più abbordabile, tra le ultime tre, per cercare di non chiudere a zero l’avventura. La prossima contro Malaga (soprattutto) e l’ultima a Bamberg sembrano più difficili, oggi è di fatto un faccia a faccia tra le due peggiori squadre di un girone segnato. La Dinamo ha zero vittorie, il Maccabi una sola, proprio contro la Dinamo in un match di andata che curiosamente ha visto entrambe le squadre allenate da due coach che oggi hanno perso il posto. Del cambio in casa biancoblù si sa tutto, ma qualche settimana fa Guy Goodes è stato sostituito da Zan Tabak, pivot della generazione dei fenomeni croati della Jugoplastika Spalato per tre volte di fila sul tetto d’Europa dal 1989 al 1991.

Motivazioni diverse. Il Maccabi gioca per tenersi aggrappato alla qualificazione, anche se ha due vittorie da recuperare sul Darussafaka. Malaga, Cska Mosca e Bamberg sono già nelle Top 16, ai turchi manca poco. Il Maccabi prova a tenersi vivo, la Dinamo invece sta cominciando ad assaporare il gusto della vittoria e per la prima volta nella stagione vive un momento positivo con due vittorie consecutive in campionato inframmezzate dalla bella partita giocata a Mosca. Sbloccarsi in Euroleague significherebbe azionare il turbo, in vista della partita di domenica a mezzogiorno contro Trento che può davvero far svoltare la stagione biancoblù. La vittoria di Capo d’Orlando è arrivata nel modo giusto, di forza, regalando anche al gruppo la sensazione di aver imboccato la strada giusta sulle direttive del nuovo allenatore. Non era semplice, dopo una prima parte di sofferenza anche psicologica, non era nemmeno così automatico che dovesse accadere. Siamo anche alla quarta partita dopo la fine dell’era Sacchetti. Passata la prevedibile reazione, è il momento di capire se è stata vera gloria. Non si può pensare che tutti i problemi possano essere stati risolti, non si può nemmeno escludere a priori che tra dicembre e gennaio, dopo la chiusura del primo giro delle coppe europee, non possa esserci un intervento sul mercato. Anche perché il basket di Calvani è diametralmente opposto a quello di Sacchetti e un ritocco potrebbe servire a modellare meglio la squadra sul nuovo tecnico. Discorsi comunque prematuri, ora è un momento nel quale tecnico e giocatori si stanno scoprendo. E lo stanno facendo nel modo migliore, con le vittorie e l’entusiasmo.

La partita. Vivrà molto sulla sfida tra le mani calde di Taylor Rochestie (capocannoniere della scorsa Euroleague) e Jordan Farmar da una parte e Logan e Haynes dall’altra. L’uomo in più della Dinamo in questo momento può essere però Eyenga, che si sta dimostrando assolutamente devastante in attacco e oggi dovrà aggiungere al suo gioco la dimensione difensiva per fermare Devin Smith, autore delle giocate decisive nel match di andata che ha visto i biancoblù giocare alla pari per due quarti e sprofondare da metà terzo quarto in poi. Sotto canestro Jarvis Varnado dovrà sfidare quello che è stato il suo successore con la maglia della Virtus Roma, Trevor Mbakwe. Per la Dinamo rappresenta una tappa intermedia nella costruzione del nuovo corso. In questo momento l’attenzione è tutta sul campionato e la conquista di un posto nella Final 8 di Coppa Italia, per pensare all’Eurocup è ancora presto e l’eventuale girone è ancora tutto da definire.

Mai come adesso bisogna andare avanti una partita per volta e la curiosità di vedere per la prima volta all’opera la Dinamo versione Marco Calvani (che contro Pesaro era in tribuna) è tanta. Vedere che cosa è cambiato e in quale misura, capire se questa squadra ha qualcosa dentro: ecco la “mission” biancoblù per le prossime settimane.

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