Banco, il giorno delle prime risposte
Il match contro la Dolomiti Energia Trento può dire se i biancoblù hanno ritrovato il passo giusto per l’alta classifica
SASSARI. Non è una classica e nemmeno una rivincita, però qualche brivido sulla schiena risalirà alla palla a due di Dinamo-Trento, una delle sfide più significative della scorsa stagione. Sei partite e tre vittorie per parte, con Trento che dominò nettamente le due gare della regular season e la prima dei quarti di finale e la Dinamo che, spalle al muro e col pronostico (e il fattore campo) contrario si ritrovò attorno a uno straordinario Shane Lawal in gara2 per avviare la favolosa cavalcata che l’avrebbe portata fino alla gara7 di Reggio Emilia e allo scudetto. Siamo in un’altra stagione e sono cambiate tante cose, ma quei brividi restano e non andranno più via.
Sfida verità. Trento lo scorso anno era una matricola con le idee chiare e ha disputato una stagione strepitosa. Quest’anno ha dimostrato di non essere una meteora e del resto il progetto, in un territorio che storicamente sa utilizzare le sue risorse, era ben chiaro. L’Aquila basket vola nel gruppo che bracca l’Armani Milano a una vittoria di distanza. E con gli stessi punti del Banco, che però oggi cerca altre risposte. Prima di tutto sulla sua crescita dopo la rivoluzione Calvani. E poi su quello che può essere il suo reale valore in questa prima parte di stagione. Perché se da un lato i biancoblù sono riusciti a inserirsi nel gruppone di testa nonostante i mille problemi, bisogna anche ricordarsi che nei match con le prime otto squadre hanno rimediato due sonore batoste casalinghe contro Brindisi e Venezia e hanno vinto al supplementare contro Cremona, sempre a Sassari. E quindi qualche domanda bisogna pur mettersela, aspettando qualche risposta da partite come questa di oggi a mezzogiorno. Un orario che, a dir la verità, non ha mai portato troppa fortuna alla Dinamo.
Logan c’è. Il Professore, tenuto a riposo giovedì contro il Maccabi, è pronto e questa è sempre una buona notizia. Ritorna in pista anche Varnado, che sempre giovedì è uscito dal campo nell’ultimo quarto dopo uno scontro con MBakwe, e anche questo fa piacere perché nel sistema di Calvani il pivot americano ricopre un ruolo fondamentale. Incerto fino all’ultimo momento Brent Petway, il grande enigma di questa prima parte di stagione. In ogni caso partirebbe dietro Brian Sacchetti, che avrà il suo daffare contro Davide Pascolo, giocatore più interno di lui e abilissimo sotto i tabelloni, in particolare quelli avversari.
La partita. Trento non avrà Sanders, giocatore atletico e concreto, e rispetto allo scorso anno, quando metteva buona parte della sua produzione offensiva nelle mani della star Tony Mitchell, distribuisce meglio i tiri. Sotto canestro la perdita di Owens, passato alla Reyer Venezia, è stata compensata dall’arrivo di Julian Wright, più multimensionale, e facce nuove sono anche Lockett e Sutton. È rimasta l’ossatura storica con Forray, Pascolo e Baldi Rossi (più Sanders) e naturalmente il coach Buscaglia, l’uomo che ha plasmato sul campo questo ennesimo miracolo della provincia italiana. Un assemblaggio ben riuscito, visto che Trento è al secondo posto in Italia e in Eurocup ha già staccato il pass per il secondo turno. Un test qualificato, insomma, per capire quanto vale oggi il Banco. Tanto più che la giornata propone un altro scontro diretto (Reggio Emilia-Milano) che può sgranare il gruppo e già lanciare la volata verso la griglia della Final 8. Tocca alla Dinamo far capire se è già pronta o siamo ancora ai lavori in corso.
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