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Firmato il divorzio tra Meo e la Dinamo

di Mario Carta
Firmato il divorzio tra Meo e la Dinamo

Sacchetti ora può allenare: mi rivedrete al PalaSerradimigni

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SASSARI. Coppia non lo era più, ma senza quelle firme sarebbero rimasti incatenati l’un l’altro – senza più amore – sino alla fine della stagione 2017-18. Adesso la Dinamo e il coach dello scudetto Meo Sacchetti sono definitivamente, totalmente svincolati l’uno dall’altro. Con reciproca soddisfazione. Come quando si rompe un matrimonio e si passa dalla separazione alla sentenza del tribunale, da ieri con una transazione economica e la risoluzione del contratto il divorzio è diventato effettivo. La Dinamo si è già... ri-sposata con Marco Calvani, e coach Meo Sacchetti può tornare ad allenare. Sin da domani in Europa, e dalla prossima stagione anche in Italia, dove per regolamento – avendo già diretto una squadra nella stagione avviata –, fino a giugno non può.

La scarna comunicazione è arrivata dalla società, ieri nel primo pomeriggio: «La Dinamo Banco di Sardegna comunica che è stato risolto il contratto per i prossimi due anni con Meo Sacchetti. Al tecnico di Altamura gli auguri di tutta la società per il prosieguo della sua carriera». «Ci siamo seduti ciascuno da un parte del tavolo – aggiunge il direttore sportivo della Dinamo, Federico Pasquini –, e abbiamo raggiunto la soluzione ritenuta migliore da entrambe le parti. Il rapporto con Meo è rimasto ottimo, era interesse reciproco fare questo passo».

Un passo che comporta vantaggi per entrambi. La Dinamo si libera di un contratto impegnativo che avrebbe dovuto onorare per altre due stagioni e mezza, ed è presumibile che nella transazione abbia fatto rientrare anche la corresponsione del premio scudetto. Cifre ufficiali non se ne fanno, ma secondo radiobasket balla poco meno di mezzo milione di euro. Dal canto suo Meo Sacchetti – oltre al riconoscimento economico –, incassa anche e soprattutto la ritrovata libertà nello gestirsi. Una libertà che prenderà al volo.

Sacchetti ieri dopo la firma è rientrato nella sua Alghero da uomo... libero, cestisticamente parlando. «Tutto è partito dalla società – racconta l’ex tecnico biancoblù –, era desiderio della Dinamo risolvere questa situazione e abbiamo trovato un accordo soddisfacente per entrambi».

Adesso Sacchetti dopo quasi due mesi di stop (è stato esonerato il 21 novembre 2015) può tornare ad allenare. La voglia non gli è passata. «Certo che no, sono un allenatore». Potrebbe trovare subito una panchina in Europa o all’estero («Se qualcuno mi cerca, perché no...», sottolinea), e l’anno prossimo di sicuro in Italia, dove Varese non nasconde di volerlo. Per ora, l’immediato futuro di Meo Sacchetti, allenatore biancoblù dal 2009 al 2015, sarà ancora fatto di basket. «La voglia non mi è passata, adesso inizierò a muovermi, a vedere qualche partita. E mi vedrete anche al PalaSerradimigni», ora che non c’è più l’imbarazzo di un contratto in essere. »Da... esterno viene meglio – conclude Sacchetti –, ma basta parlarne, è stato detto tutto e le parole sono trite e ritrite. Ormai sono parte della storia della Dinamo». Che storia, però.

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