Spalletti vuole sfatare il tabù Stadium
Per la partitissima i giallorossi si affidano ai gol di Edin Dzeko
ROMA. Cinque anni, cinque partite, zero soddisfazioni, tante recriminazioni. Per la Roma della proprietà americana lo Juventus Stadium è stato finora un campo inviolabile.
Da Luis Enrique a Rudi Garcia, passando per Zeman, nessuno è ancora riuscito a regalare un successo a Pallotta, sempre ko a Torino e con uno score da brividi (17 gol subiti sommando le 4 partite di campionato e una di Coppa Italia, con appena tre reti realizzate).
Il presidente, dopo tanti bocconi amari, si attende insomma un regalo da Luciano Spalletti. Toccherà al tecnico sfatare il tabù Stadium, anche se i precedenti del toscano non sono del tutto incoraggianti. Nella sua prima esperienza sulla panchina giallorossa, negli anni di Calciopoli, Spalletti ha affrontato la Juve in trasferta in quattro occasioni raccogliendo tra Delle Alpi e Olimpico 2 sconfitte, 1 pareggio e un solo successo, nella sfida di Coppa Italia disputata nel gennaio 2006. Mese che curiosamente ritorna anche nelle ultime vittorie romaniste a Torino, con Ranieri in panchina (2010 e 2011). Per interrompere la striscia positiva della Juventus, però, non basterà affidarsi alle ricorrenze. Serviranno i gol, in primis quelli di Edin Dzeko, a secco su azione da un girone intero, da quella capocciata con cui contribuì a battere in casa la squadra di Allegri. Da allora il bosniaco ha gonfiato la rete solo in altre due occasioni, entrambe dal dischetto. Un magro bottino, che Spalletti ha intenzione di rimpinguare grazie a un sistema di gioco costruito apposta per esaltare le caratteristiche del centravanti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google