«Missione difficile, non impossibile»
L’ex capitano biancoblù Manuel Vanuzzo tifa Dinamo «Occhio agli americani, possono fare svoltare la squadra»
SASSARI. «Fare un pronostico per una manifestazione come la Final Eight è impossibile. Però posso dire due cose: la prima è che conta molto la tenuta mentale, la seconda è che sarò davanti alla tv a fare tifo per la Dinamo». Parola di capitano...Pardon, di ex capitano.
Manuel Vanuzzo, 41 anni ad aprile, è il giocatore che ha sollevato le ultime due coppe Italia. In nove stagioni con la maglia della Dinamo, l’ala veneziana la ha viste davvero tutte: dalla A2 al tricolore, e ha sollevato cinque trofei: quello per la promozione in A1, la Supercoppa 2014, lo scudetto 2014-’15 e, appunto, le ultime due edizioni della Coppa Italia. Oggi si diverte (e vince) in serie B d’Eccellenza con Udine, con cui punta alla promozione.
Come vede la Dinamo al via di questa Final Eight?
«Più o meno come ci siamo presentati noi nelle ultime due stagioni: non arrivavamo da un buon periodo, con risultati e prestazioni altalenanti. Insomma, non eravamo certamente la squadra favorita per la vittoria finale, e forse non lo è neppure oggi il gruppo di Calvani».
E allora come si fa ad arrivare sino in fondo?
«Quando si giocano partite tre partite secche in tre giorni, dai quarti di finali alla finale, si innescano dinamiche particolari e può succedere davvero di tutto. Noi, per esempio, ci eravamo compattati strada facendo».
La Dinamo nel frattempo, nelle ultime settimane ha cambiato volto.
«Sì, hanno cercato di sistemare in corsa alcune situazioni sulle quali evidentemente non erano soddisfatti. L’anno scorso noi ci presentammo a Desio con Kenny Kadji che era appena sceso dall’aereo e riuscì a dare un contributo importantissimo. Ora è tornato e può fare altrettanto, così come gli altri nuovi».
Sabato scorso non ha resistito alla tentazione di presentarsi al Taliercio di Venezia per vedere la “sua” squadra. Che impressione ha avuto?
«Non è stata una bella partita dal punto di vista estetico, ma estremamente tirata. Posso dire che oggi la Dinamo ha un quintetto mostruoso, con cinque giocatori che hanno potenzialmente 20 punti nelle mani, e una panchina di tutto rispetto».
Qual è la squadra favorita?
«Impossibile dirlo. Dipende da come ciascuna squadra arriva a questo appuntamento. Quasi tutte le squadre hanno cambiato molto in corsa. Oggi come oggi, le squadre che sembrano stare meglio sono Cremona e Avellino».
Quali sono i primi due flash che le vengono in mente delle due ultime due Final Eight?
«Dello scorso anno ho tante immagini confuse. Della prima vittoria ricordo la tripla da metà campo di Drake Diener prima dell’intervallo della semifinale con Milano. Eravamo a -12 ed è in quel momento che è scoccata la scintilla».
Chi può essere il giocatore chiave per il Banco?
«Uno qualsiasi degli americani. Per esperienza, loro hanno una capacità incredibile di calarsi in questo tipo di partite. Da un momento all’altro diventano dei killer. Fu così già per la promozione nel 2010, ed è stato così in tutte le altre occasioni in cui abbiamo vinto».
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