Cagliari in crisi ma non perde la testa
Diversi giocatori sono in difficoltà, manovra involuta e tante assenze: ecco alcune delle cause del momento no
INVIATO A CAGLIARI. È vero che nel calcio i campioni fanno la differenza. Il Cagliari ha in rosa giocatori che sono un lusso per la serie B. Ma non sempre è sufficiente affidarsi alle invenzioni dei singoli per risolvere le partite. Quando i “big” attraversano una fase di scarsa forma, tutto diventa più complicato. Se poi si aggiungono assenze e squalifiche, succede più o meno quello che è capitato al Cagliari in quattro giorni: due sconfitte che fanno male e tutte le certezze costruite in mesi lavoro, improvvisamente vacillano. I rossoblù dovranno dare risposte sul campo, dimostrando maturità e quel carattere di ferro che in molte occasioni ha consentito di superare le difficoltà. Il presidente Tommaso Giulini è sceso in campo in prima persona. La sua presenza nella sala stampa nel dopo gara non è stata casuale. Le sue parole sono state mirate a trasmettere serenità e allentare una tensione palpabile. Nessuna accusa ma solo elogi per la squadra e l’allenatore. Spetta a loro il compito di uscire dal tunnel dove si sono infilati.
Involuzione. La manovra del Cagliari è diventata prevedibile. Da quando si è infortunato Di Gennaro, la palla gira lentamente, le verticalizzazioni sono un lontano ricordo, così come i cambi di gioco. E’ vero che nel girone di andata quando il centrocampista è stato assente i rossoblù hanno sempre vinto. Ma si è trattato di un paio di partite portate a casa grazie alle le invenzioni dei singoli. La squadra ha perso personalità in mezzo al campo e anche Fossati soffre la mancanza del compagno di reparto e il suo rendimento ne ha risentito. L’argentino Colombatto è un giocatore interessante in prospettiva ma non ha l’esperienza necessaria per essere titolare in una squadra che punta alla promozione.
I brasiliani. Hanno dato e possono dare tanto. Ma hanno limiti caratteriali che emergono soprattutto quando gli avversari mostrano gli artigli. Joao Pedro è sparito dal campo a Cesena. Non ha capito che doveva giocare di prima, si è intestardito nel dribbling, finendo col perdere regolarmente palla. Anche col Novara non ha brillato. I numeri sono impietosi: un tiro in porta e una ventina di palle perse. Farias, invece, sembra divertirsi ad irritare i tifosi. Ha senso contro una difesa chiusa portare palla? No, perchè si va a sbattere contro un muro. Ma lui lo ha fatto fino a quando è rimasto in campo, con l’aggravante che una volta persa la palla quasi mai ha rincorso l’avversario. Forse meritava di tornare prima negli spogliatoi. Giannetti almeno ci ha messo l’anima, quella che Farias ha lasciato nel ritiro di Assemini.
Emergenza. Anche a Trapani Massimo Rastelli dovrà inventarsi qualcosa a centrocampo. Rientra Cinelli ma non ci saranno Fossati e Munari non sarà recuperabile. Schierare in una zona così importante del campo due giovani come Colombatto e Deiola è un grande rischio su un campo “caldo”, contro avversari che probabilmente metteranno la partita sul piano fisico. L’allenatore del Cagliari è un combattente, sa cosa significa soffrire. Anche lui, però, qualche errore lo ha commesso. Col Novara forse doveva utilizzare prima l’artiglieria pesante. Cerri e Giannetti sono entrati troppo tardi ma nei minuti che sono stati in campo, la difesa piemontese qualche problema sulle palle alte lo ha avuto. Tanto che si sono create un paio di situazioni che con un po’ di fortuna potevano portare al gol del pareggio. Ora bisogna voltare subito pagina,riprendere la marcia verso un traguardo che non è lontanissimo e non può essere fallito.
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