Bocche cucite negli spogliatoi rossoblù
Il presidente Giulini via Twitter: «Battaglia doveva essere e battaglia è stata»
CAGLIARI. Nel dopo Trapani ci sarebbe da festeggiare la puntuale e preziosa accoppiata del gol Joao/Diego. Invece in casa Cagliari bocche cucite.
Oltre a Rastelli, interviene Stefano Filucchi. Il vice presidente rassicura sulle voci inerenti il futuro del tecnico. E i giocatori? Mutismo perfetto.
L’atmosfera è serena, nulla a che fare con il silenzio stampa. La scelta è decifrabile: meglio evitare che si venga presi per i capelli nell’esame della condotta arbitrale. Il match si chiude con nervi tesi e lamentele. I padroni di casa si lamentano dell’arbitro Pasqua. Anche i rossoblù hanno qualcosa da dire. Meglio tirare dritti.
Il charter del club di Giulini (“Battaglia doveva essere e battaglia è stata” l’sms inviato a fine gara dal numero uno del club rossoblù) si stacca dallo scalo trapanese alle 20.
A bordo, clima tranquillo.
E siamo al tandem carioca. Poteva davvero essere la loro serata. Joao Pedro e Farias hanno firmato 19 reti. Con il numero 10 che sale a sette marcature. Speciale quella di ieri: la prima in trasferta. Un gol che la mezzala ricorderà a lungo. Farias allunga invece da bomber della squadra: 12 reti.
Per il trequartista, assist di Melchiorri, apriscatole di un match cominciato che peggio non si può.
Da qui, lo sfogo di Serse Cosmi. “L’espulsione? Ha fatto aumentare la rabbia per ciò che è successo. Ho parlato con un mio giocatore e sono entrato in campo. Non posso accettare il pareggio, per me è una sconfitta” le parole dell’allenatore dei siciliani.
“Il primo tempo sarebbe dovuto finire 3 o 4 a zero. Questi sono due punti sottratti. La mia paura riguarda il futuro della squadra e della società. A livello sportivo saremmo contenti se fossimo trattati come gli altri” il commento al curaro di Cosmi.
“C’era rigore ed espulsione. Ma se si decide il contrario, Eramo andava ammonito per simulazione. Il pareggio? Un gol al 92’ forse evitabile. Il Cagliari? Diranno che ci ha creduto fino all’ultimo. Ma hanno tirato due volte in porta".
M. Fr.
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