La “vendetta” barbaricina
Il nuorese Andrea Pintori fa tremare i verdeazzurri: «Bello giocare a casa»
NUORO. Ci sono voluti quasi vent'anni, ma alla fine Andrea Pintori, nuorese, esterno d'attacco, ha affrontato al Frogheri la Nuorese, squadra della sua città. Una prova maiuscola con la fascia di capitano dell'Albalonga, impreziosita da un gol e da una traversa. Una carriera iniziata nelle giovanili di Atletico e Nuorese. Poi due anni nell'Olbia e il salto tra i professionisti in Sicilia al Marsala. Dopo il fallimento della società è ripartito dall'Eccellenza. «La Sicilia per me è stata un trampolino di lancio, l'Eccellenza mi ha costruito come calciatore, la consiglio ai giovani, è più formativa della Primavera. Da lì ho iniziato la carriera nei professionisti con Acireale, Gela, Pisa, Lanciano, Benevento, Lumezzane. Fino a che le regole sui giovani hanno tagliato le gambe a chi come me aveva un curriculum, ma non rientrava nei parametri. A 33 anni non pensavo di scendere di categoria, ma ho ancora tanta fame, fisicamente sto molto bene».
Domenica a 35 anni l'esordio al Frogheri con una prestazione di livello.
«Sono abbastanza contento. Ho giocato davanti a parenti e amici che aspettavano questa partita da tempo. Ma sopratutto l'attendevo io per provare la bellissima emozione di tornare a Nuoro da avversario. E' stata una bella partita. Sapevamo di affrontare un'ottima Nuorese con un mister molto preparato. Siamo partiti alla grande, dovevamo approfittare della superiorità numerica, ma nella ripresa eravamo stanchi anche per il viaggio. Ringrazio la Nuorese per la grande accoglienza che ci ha riservato».
Sembra che lei abbia un conto aperto con le sarde. Ha ha segnato contro il Budoni,la Torres, l’Olbia, il Castiadas e adesso la Nuorese.
«Forse era così in passato, non quest'anno. Finora ho segnato dieci gol. Nei professionisti in cinque anni ho fatto quarantasei gol, ma mi piace anche fare gli assist. Cerco sempre di dare il massimo. La voglia è tanta e devo dimostrare sempre il mio valore. Se a trentacinque anni uno viene preso ancora in considerazione vuol dire che ha fatto una vita da atleta».
Chi vincerà il campionato e come vede le sarde?
«Per la vittoria finale penso che la squadra più attrezzata sia la Viterbese per quanto sta facendo nel girone ritorno. Mi sembra più quadrata del Grosseto. Tra le sarde mi aspettavo qualcosa in più dalla Nuorese visto quanto fatto all'andata. Come organico la squadra più forte è l'Olbia. E' arrivato Andrea Cossu con cui ho giocato anni fa a Olbia. Alla sua età sta dimostrando che si può dare tanto. La guerra per i playoff è aperta anche alla Torres, anche se vedo meglio i galluresi».
A quando il ritorno in Sardegna, magari alla Nuorese?
«Ho il telefono sempre acceso e non ho mai chiuso le porte. Nella vita mai dire mai. Se dovesse arrivare una chiamata se ne può discutere. Però adesso non sto pensando al futuro. Mancano sette partite alla fine, devo concludere bene il campionato con l'Albalonga. Poi per il domani si vedrà».
Giuseppe Sanna
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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