Buffon: «Non dobbiamo abituarci al dolore»
UDINE. Europei a porte aperte ha detto la Uefa dopo i tragici fatti di Bruxelles, e per Gigi Buffon la scelta è giusta, anche se la preoccupazione dovrà restare, e viaggiare di pari passo con la...
UDINE. Europei a porte aperte ha detto la Uefa dopo i tragici fatti di Bruxelles, e per Gigi Buffon la scelta è giusta, anche se la preoccupazione dovrà restare, e viaggiare di pari passo con la voglia di non arrendersi: «Penso che sia più che normale essere preoccupati, ed è un segnale che mi fa anche piacere, è un modo per non abituarsi a qualcosa di disumano: alla fine, vedendo qualche telegiornale, la reazione che ho avuto l’altro giorno non è stata così forte come quella precedente, relativa ai fatti di Parigi, e mi son posto la domanda: ma mi sto abituando? Dobbiamo quindi avere a speranza e dobbiamo continuare a stigmatizzare, sentendoci sconvolti per non abituarci a tutto questo».
Il calcio viene dopo, come logico che sia, con quel record d’imbattibilità nuovo di zecca. «Sono contento e l’ho condiviso con ragazzi fantastici, e un gruppo di lavoro stupendo. Ma la cosa bella è che sono felice anche di non avere fatto troppo, adesso c’è la possibilità di migliorarlo. Sono già a 42 minuti, per cui si riparte». La Spagna è però d’attualità e fioccano anche le domande sul collega Casillas. «Un grande», dice Gigi. (s.m.)
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