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Scommesse, chiesti 6 mesi per Conte

Scommesse, chiesti 6 mesi per Conte

La Procura: diede il benestare alla combine o ebbe una condotta omissiva

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CREMONA. Antonio Conte, quando nel 2011 era allenatore di Siena, diede «il benestare» alla presunta combine organizzata per truccare la partita Albinoleffe-Siena o in alternativa non fece nulla per fermare i giocatori del club che hanno truccato la partita, anche se sarebbe stato suo dovere farlo. Non ci sarebbero prove, ma questa è la tesi che il procuratore di Cremona Roberto Di Martino ha illustrato nel corso della requisitoria davanti al gup Pierpaolo Beluzzi, al quale ha chiesto di condannare il ct della Nazionale a 6 mesi (pena sospesa) e a pagare una multa di 8 mila euro.

Oltre a Conte sono 6 gli imputati del processo sul Calcioscommesse che come lui hanno optato per il rito abbreviato. Per 5 di loro il procuratore Di Martino ha chiesto condanne che vanno da 2 mesi a 1 anno di reclusione, mentre per l’ex centrocampista Daniele Quadrini ha chiesto l’assoluzione. Anche se non ci sono prove di un coinvolgimento diretto di Conte nelle combine, da quanto si è saputo, il procuratore Di Martino nel corso dell’udienza, che si è svolta a porte chiuse, ha sottolineato come negli ambienti vicini al Siena all’epoca ci fosse una «situazione ambientale» per cui truccare le partite da parte dei giocatori non era infrequente. Per l’accusa, dunque, anche se Conte non ha direttamente influito sui risultati delle undici partite del club toscano finite sotto la lente della Procura di Cremona, avrebbe dato il benestare alla combine su Albinoleffe-Siena o in alternativa (ma per il procuratore Di Martino è un’ipotesi residuale) non fece nulla per impedire che il risultato venisse alterato. Come allenatore avrebbe dovuto sorvegliare più da vicino sull’operato dei calciatori che aveva in rosa, ai quali doveva fornire non solo indicazioni tecniche ma anche fare da guida morale. Il ct della Nazionale, secondo l’accusa, invece, assecondò comportamenti gravi o chiuse gli occhi e non li bloccò.

Accuse pesanti, dunque, che si basano in gran parte sulle rivelazioni dell’ex centrocampista del Siena Filippo Carobbio. Per la Procura di Cremona il calciatore è «attendibile», anche perché ha chiamato in causa 20 persone di cui 16 hanno ammesso le loro responsabilità. Il procuratore ha chiesto di condannare il vice di Conte, Angelo Alessio, a 4 mesi di reclusione (pena sospesa) e a una multa di 4 mila euro. Si torna in aula lunedì con le arringhe dei difensori degli imputati che hanno chiesto il rito abbreviato.

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